Gli Infissi in Alluminio sono un prodotto esponenzialmente richiesto nel mercato Italiano aziendale e non. Da oltre venti anni distribuiamo porte e finestre nei grandi mercati puntando sempre alla qualità dei materiali e alla bellezza del design senza scordarci della praticità e la funizionalità degli stessi. Storicamente gli infissi sono accostati al legno ma con l’evoluzione dei materiali industriali è possibile realizzare anche infissi in alluminio, nonchè in pvc, i piu’ richiesti nel mercato attuale. Infissi e serramenti non sono piu’ un problema, garanzia e qualità italiana.
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mar 30 2010
Macchine fotografiche e vasche da bagno
Uno degli aspetti più importanti in fotografia è l’esposizione: sbagliare l’esposizione, magari per essersi affidati ciecamente agli automatismi della macchina, può produrre fotografie troppo chiare o troppo scure. Magari a noi interessava mostrare il gatto che faceva capolino da sotto il tavolo, ma la macchina questo non poteva saperlo e ha esposto correttamente il ripiano del tavolo, facendo scomparire il gatto nell’ombra. Per questo è importante saper prendere il controllo dell’esposizione, in primo luogo conoscendo i parametri che la determinano.
L’esposizione è “quanta luce entra”, né più né meno. Se la nostra pellicola o il sensore della nostra macchina digitale fosse una vasca da bagno, si potrebbe paragonare l’esposizione al livello che si vuole venga raggiunto dall’acqua.
Come si determina l’esposizione ottimale? Misurando la luminosità della scena che sta davanti all’obiettivo. L’esposimetro della macchina può prendere in considerazione tutta la superficie del fotogramma, soltanto un punto (in modalità “spot”) oppure fare una media dando maggiore importanza ad una determinata area (in modalità “media pesata”), ad esempio il gatto sotto il tavolo. Quindi la macchina è in grado di valutare “quanta luce deve entrare”, oppure possiamo stabilirlo noi manualmente, ignorando l’esposimetro. In ogni caso, questa quantità può essere ottenuta variando tre parametri fondamentali.
Il Diaframma (parametro f o Av: Aperture value)
L’apertura del diaframma è il buchino dal quale entra la luce. La sua grandezza si esprime con un numero “f” che indica il rapporto fra la lunghezza focale dell’obiettivo e il diametro dell’apertura. Quindi a “f” più alti corrisponde un buco più piccolo. Si può paragonare all’apertura del rubinetto della vasca da bagno.
Con Av alti si ha il diaframma più chiuso, quindi meno luce e maggiore profondità di campo (la profondità della zona che risulta correttamente a fuoco).
Con Av bassi si ha il diaframma più aperto, quindi più luce e minore profondità di campo (utile, ad esempio, per staccare un soggetto dallo sfondo retrostante: si può avere a fuoco il primo e sfocato il secondo).
L’Otturatore (parametro T o Tv: Time value)
Il tempo di apertura dell’otturatore determina per quanto tempo la luce raggiunge il sensore o la pellicola. Generalmente si esprime in frazioni di secondo (come 1/500s) oppure in secondi (come 5″). Ovviamente, come nel caso della vasca da bagno, più tempo resta aperto il rubinetto e più acqua entra nella vasca.
Con Tv alti (cioè un numero elevato dopo “1/”) si hanno tempi più brevi, meno luce, e si può fermare il movimento di soggetti veloci, oltre ai movimenti involontari della mano che regge l’obiettivo.
Con Tv bassi (cioè un numero piccolo dopo “1/” oppure un numero n” di secondi) si hanno tempi più lunghi, più luce, e ciò che si muove nella scena produrrà delle scie o addirittura scomparirà, a seconda delle condizioni di luce.
La Sensibilità (parametro ISO)
La sensibilità indica “quanto” una certa quantità di luce incide sul sensore o sulla pellicola in un certo intervallo di tempo. Nel caso delle pellicole, essendone una proprietà chimica, lo si può variare solo cambiando il rullino. Nel caso delle digitali invece rappresenta il livello di amplificazione del segnale elettronico del sensore, e può essere cambiato di volta in volta anche automaticamente. Si può paragonare alla pressione dell’acqua nelle tubazioni: più ce n’è e più forte l’acqua esce dal tubo, eventualmente producendo più spruzzi e più rumore.
Con ISO alti si ha una maggiore sensibilità e risulta quindi possibile usare valori minori per gli altri due parametri. La maggiore amplificazione però rende visibile anche il rumore presente nel segnale, producendo una grana più o meno colorata e più o meno sgradevole. Anche le pellicole con ISO elevati soffrono di maggiore granulosità.
Con ISO bassi si ha una maggiore sensibilità ma un minore livello di rumore e spesso una resa migliore dei colori.
Nelle macchine fotografiche moderne è possibile fissare manualmente uno, due o tre di questi parametri e lasciare in automatico gli altri, in qualunque combinazione. Che si operi in manuale o in automatico, comunque, il risultato sono sempre questi tre numeretti che insieme determinano quanta luce entra. Sbagliandoli si può arrivare a saturare il sensore, producendo aree di bianco assoluto che cancellano ogni dettaglio. Come se lasciassimo entrare troppa acqua nella vasca: oltre un certo livello non sale, esce e fa un disastro. Ironico che questa sia chiamata “bruciatura”.
feb 26 2010
Paranormal Activity
Katie e Micah sono una giovane coppia, da poco trasferitasi in un appartamento sub-urbano, che inzia ad essere disturbata da qualcosa nel bel mezzo della notte. Qualcosa che potrebbe essere paranormale. Un esperto del settore viene consultato, e gli rivela che quello che li tormenta non è un semplice fantasma, ma un demone che si ciba di energie negative. Micah decide allora di piazzare una videocamera nella loro stanza da letto per vedere quello che accade mentre dormono, scoprendo realtà inquietanti.
Nota: Per me il film è fatto abbastanza bene, infatti anche il telegiornale ha parlato che c’erano molte persone che sono svenute durante la visione del film, inoltre questo è un film che è stato girato con soli 15.000 dollari, comunque vi consiglio di non vederlo, per me dall’inizio fino a quasi alla fine ci sono solo dialoghi, non ti prendi neanche paura o salti dal divano, ma ti prende un’ansia così forte da farti rivivere e farti il dubbio. Inoltre è abbastanza noioso, fino all’ultima scena che c’è da saltare un po.
CAST: Katie Featherston, Micah Sloat, Michael Bayouth, Amber Armstrong, Mark Fredrichs
gen 12 2010
Gioco dei reggiseni fa impazzire i maschietti di Facebook
Non è la prima volta che la facilità di condivisione di un messaggio tramite il social network per eccellenza, facebook, da origine a qualche “bizzarro” fenomeno. Questa volta a impazzire però sono stati i maschietti del web. Infatti da giorni gli stati delle ragazze hanno iniziato a cambiare come fossero tutte di comune accordo: “nero”, “bianco”, “verde”, “blu”, ecc… I colori, ovviamente nessuno del popolo maschile poteva saperlo, si riferiva al reggiseno indossato in quel momento dalle ladies. Neanche fossero tanti pesciolini subito i maschietti hanno abboccato all’esca: “che succede?”, “??”, “che vuol dire?”; questi sono solo alcuni dei commenti, alcuni più classici, altri più particolari, che è possibile trovare online sotto a qualche colore. Ma le sorprese non finiscono qui.
Il gioco, che sulle prime sembrava semplicemente la burla di un qualche utente annoiato (finlandese, si mormorava) si è poi scoperto essere un “trucchetto” per una campagna di sensibilizzazione a favore della prevenzione del tumore al seno. Il tutto sembra infatti essere un preciso piano per attirare l’attenzione dei media, così da dare una certa visibilità al fenomeno. Tuttavia è ancora sconosciuto il creatore effettivo di questa particolarissima “catena di sant’antonio” anche se sembra che il tutto sia partito da Detroid, USA.
gen 12 2010
Metà uomo, metà scimmia: l’inquietante storia di Oliver
Tra tutte le scoperte scientifiche dello scorso secolo forse la più sensazionale è stata proprio la mappatura del codice genetico; tuttavia, come ogni scoperta che si rispetti, anche quest’ultima ha sollevato più di un interrogativo morale. Se infatti da una parte la genetica potrebbe aiutare l’uomo, le piante e tutti gli altri animali, dall’altra potrebbe anche rubare un potere che per secoli è stato patrocinio di una sola entità: Dio. Parliamo del potere di “creare”. Infatti grazie alla fecondazione assistita o più semplicemente all’accoppiamento indotto è possibile combinare il codice genetico di diversi animali. Se la scienza ufficiale ha bandito questi esperimenti, poichè troppo “spinti” dal punto di vista etico, la scienza ufficiosa ancora non si è arresa. E infatti non sono pochi gli esperimenti che hanno dato vita a specie ibride. Come il caso del “Leopone“, (che, tra l’altro, possiede anche una pagina Wikipedia) incrocio tra un leopardo ed una leonessa. Oppure il “Tigone“, (anch’esso munito di pagina Wikipedia) che come suggerisce il nome è il risultato di un accoppiamento tra una tigre ed una leonessa. E ancora lo “Zonkey” (metà mulo e metà zebra), il “Zebrallo” (metà cavallo e metà zebra) e il “Wolphin” (metà delfino e metà orca). Ma se tutti questi esperimenti possono esercitare un certo fascino su di noi, senza turbarci più di tanto, diverso è il caso di Oliver.
Oliver è infatti uno “strano” esemplare di Scimpanzè: privo di peluria sul volto e sul petto, predisposto ad imparare comportamenti complessi, capace di camminare in posizione eretta e di usare utensili (quali le posate) Oliver è infatti l’esemplare animale più vicino all’uomo che sia mai stato scoperto.
Per farsi una veloce idea delle capacità di Oliver, basta guardare alcuni minuti di questo breve documentario che lo vede proprio come protagonista.
Ovviamente la storia di Oliver ha destato subito la curiosità di molti: media, circhi, etologi, scienziati. E proprio questi ultimi sono stati i più impegnati a capire cosa potesse aver generato un essere tanto “umano” quanto Oliver. Difatti già molti anni prima, all’incirca negli anni ‘20, il biologo russo Il’ja Ivanovic Ivanov aveva tentato, senza successo, di incrociare uno scimpanzè con un essere umano. Nessuno, almeno ufficialmente, aveva più osato riprodurre quell’esperimento e quei risultati erano ritenuti incrollabili. Alla luce di questi eventi è chiaro che la comparsa di Oliver aveva mosso qualcosa: subito si iniziò a riferirsi a lui come all’ “Anello Mancante”, ovvero quel gradino evolutivo che separava l’uomo dal più prossimo dei suoi antenati: la scimmia.
Attualmente, nonostante tutte queste indiscrezioni, il parere degli esperti è unanime: Oliver è solo un “normale” Scimpanzè, come il suo DNA ha confermato. Tuttavia, vedendo le immagini che ritraggono il piccolo “Anello Mancante” c’è da chiedersi se ci sia davvero da fidarsi di questa scienza “ufficiale”.
Wendell P. Bloyd
gen 09 2010
“Dorian Gray”: il celebre romanzo esteta di Oscar Wilde diventa un film
Un dipinto: la migliore immagine di noi stessi per sempre immortalata. Immaginiamo di essere immortali, poter fare tutto quello che vogliamo, senza sensi di colpa, perchè sarà questo dipinto a subirne le conseguenze e ad invecchiare per noi. Tutto invecchia e si trasforma ai nostri occhi, tranne noi, ad eccezione ovviamente della nostra anima, immolata per sempre all’altare di Satana. Questo è Il ritratto di Dorian Gray.
Oliver Parker ricostruisce il libro di Oscar Wilde con uno stile più spregiudicato e gotico, dando al protagonista un aspetto dark.
Siamo nella Londra vittoriana, negli anni 90 dell’Ottocento. Dorian Gray, un bellissimo ragazzo dall’aria ingenua e un po’ svampita, giunge nella città inglese perché ha ereditato una fortuna dal nonno. Egli è orfano di entrambi i genitori. Appena arrivato conosce subito il pittore Basil Hallward e l’elegante Lord Henry Wotton. L’artista, colpito dalla stupefacente bellezza del giovane Gray, lo ritrae, creando un’opera d’arte ancora più spettacolare della realtà. Il giovane, stuzzicato dal dissoluto Wotton, esprime un desiderio: egli vende l’anima al diavolo, purchè rimanga sempre bello e giovane. Dorian intanto si innamora della giovane attrice di teatro Sybil Vane: i due desiderano sposarsi, ma Lord Wotton, deciso a portarlo sulla strada della lussuria, gli farà conoscere i piaceri della carne. Sybil, dalla disperazione, si suicida. Superato il lutto, Gray si farà trasportare dalla lussuria, dall’alcol, da ogni vizio. Intanto il riratto porta i segni delle sue malefatte, marcendo e invecchiando. Il giovane se ne accorgerà e nasconderà il ritratto in soffitta. L’autore dell’opera Basil Hallward chiede a Gray il quadro per esibirlo in una sua personale mostra di opere; egli pur di sviare Basil, si concederà ad egli sessualmente (il pittore cede in quanto innamorato da sempre di Dorian). Questo non basta: Dorian gli mostrerà il quadro e poi lo ucciderà. A questo punto egli partirà per un viaggio, che durerà 25 anni. Dorian sarà circondato da tante donne e numerosi piaceri, che ad un tratto non lo renderanno più felice: tormentato dalla sua vita insignificante, tornerà a Londra, dove tutti, compreso Wotton, inizieranno a sospettare della giovinezza di Gray. Il ragazzo inoltre si innamorerà della figlia di Lord Wotton, Emily, e deciderà di smettere con i vizi e la lussuria. Ma ormai il danno è fatto: Lord Wotton ha capito del maleficio e riuscirà a distruggerlo.
La pellicola è il chiaro esempio di come la rappresentazione cinematografica non sempre rispecchia fedelmente l’opera letteraria; nonostante ciò lo spirito del romanzo è conservato nel film. La prima parte è sicuramente più fedele della seconda, nella quale si notano maggiormente le differenze con l’ opera, a partire dal personaggio di Emily Wotton. Il finale è parecchio spettacolare ma non fedele a quello del romanzo.
Ciò che sicuramente hanno notato coloro che hanno letto Il ritratto di Dorian Gray è l’aspetto del giovane: Wilde lo dipinse biondo, riccio e con gli occhi azzurri, mentre Parker lo trasformò in un ragazzo dai capelli lunghi e castani e gli occhi scuri. Come tutte le opere di Wilde, anche Il ritratto di Dorian Gray è arricchiato di sentenze, che in questo caso vengono emesse quasi esclusivamente da lord Wotton, che ha un gusto particolare per la creazione di aforismi. Molti di questi sono quelli che perderanno Dorian, trasformando la sua anima da innocente a dissoluta.
Del suo romanzo, Wilde disse: Basil è ciò che penso di essere. Henry è ciò che il mondo pensa di me. Dorian è ciò che io vorrei essere. In sostanza, il solo personaggio del romanzo non è altro che lui stesso.
Il film è interpretato da:
- Ben Barnes: Dorian Gray
- Colin Firth: Lord Henry Wotton
- Rebecca Hall: Emily Wotton
- Rachel Hurd-Wood: Sybil Vane
- Emilia Fox: Lady Victoria Wotton
- Fiona Shaw: zia Agatha
- Ben Chaplin: Basil Hallward
- Maryam d’Abo: Gladys
- Douglas Henshall: Alan Campbell
- Caroline Goodall: Lady Radly
- Jo Woodcock: Celia Radley
gen 07 2010
IPhone: attenzione ai cloni!
Abiti, scarpe, giocattoli… dalla Cina ormai arriva di tutto, imitazioni di marche famose vendute a meno della metà del prezzo. Ma chi se lo aspettava che venisse clonato anche l’oggetto più ricercato del momento nel campo della telefonia mobile? Sono tante le ditte cinesi adibite alla “clonazione” del melafonino, facilmente acquistabile da siti esteri a prezzi “vantaggiosi”. Effettivamente i cloni, venduti per originali, costano circa 100 euro: a molti fa gola vedere il gioiello della Apple così a buon mercato e, lasciandosi tentare, cadono nella truffa. E così arriva a casa una scatola nera, apparentemente appartenente alla famosa ditta californiana, contenente il famigerato IPhone. All’inizio sembra tutto nella norma: esteticamente è uguale. Ma guardandolo bene ed esaminando le caratteristiche interne del touch screen, si può notare che le differenze sono evidenti: il fake è diverso anche di dimensioni (vengono infatti pubblicizzati nuovi modelli, ovviamente falsi, di dimensione diversa), e sul retro c’è una “brutta” imitazione della famosa mela, ma non c’è traccia della scritta “IPhone”. Inoltre, lo schermo è notevolmente meno sensibile e, per questo motivo, è presente un pennino, che in alcuni casi si allunga e funge addirittura da antenna: sì, il fake, oltre ad avere l’applicazione radio, possiede anche la televisione. Se poi si clicca sull’icona che, nell’originale, corrisponde all’App Store, si trova un convertitore di unità di misura! In alcuni c’è la possibilità di accedere al programma di messaggistica istantanea Msn: peccato però che compaia una scritta cinese. In quelli più “avanzati” c’e anche la possibilità di sfruttare la rete quadriband e utilizzare uno slot dual-sim. Non è detto però che questi cellulari falsi funzionino male, ma la domanda più pressante è: nello sfortunato caso che il falso melafonino avesse qualche problema, dove si può richiedere assistenza? Purtroppo nelle confezioni dei fake non è presente nessuna garanzia. Bisogna assolutamente prestare attenzione ad ogni minimo dettaglio: la battaglia degli IPhone tarocchi è appena iniziata e cloni dai particolari sempre più minuziosi saranno presto sul mercato.
dic 31 2009
Recensione Brutal Legend
Sicuramente non ha bisogno di presentazioni Tim Schafer considerato dagli appasionati di videogiochi come un guru dell’industria del divertimento elettronic, ispirato game designer ha regalato alla comunit・un titolo del calibro di Monkey Island ed ora dopo un lungo e travagliato periodo di programmazione la sua ultima creazione : Brutal Legend è pronta ad essere acquistata.
METAL NEVER DIE
Dopo il filmato iniziale ci troveremo ad impersonare Eddie Riggs un roadie alle prese con una band che tenta di suonare quello che resta di un metal ormai variato negli anni, Eddie vorrebbe essere nato all’inizio degli anni ‘70 quando il vero metal veniva suonato nei concerti.
Il protagonista si ritrova durante il concerto a dover salvare uno dei membri della band è durante quell’incidente che la fibbia della sua cinta viene bagnata con il suo stesso sangue.
Eddie viene dunque trasportato in un mondo parallelo dove la musica è l’elemento fondamentale di sopravvivenza, non c’è molto tempo per familiarizzare con il pad che subito Eddie ha bisogno di raccogliere un’arma per affrontare i suoi primi nemici, da li a poco il protagonista prenderà il controllo di una temibile ascia bipenne e di Clementine una chitarra di sua conoscenza, che in questo mondo dominato dal metal si presenta come un’ottima arma.
Che inizino le danze
Brutal Legend è un mix azzeccato di generi, l’ironia del gioco centellinata periodicamente lo rende sempre divertente anche procedendo nella trama, il tutto condito da un canovaccio narrativo che conquisterà il giocatore con tanto di colpi di scena.
Introducendo il gameplay si nota subito l’assenza del salto che in un gioco action potrebbe risultare fondamentale, questo gap è colmato da tutte le altre peculiarità del titolo che la fanno passare in secondo piano. Brutal Legend presenta una massiccia base di free roaming, un mondo vasto e dettagliato esplorabile sia a piedi che con i particolari mezzi che il protagonista potrà evocare a suon di assoli durante il corso della storia.
Propio gli assoli saranno parte fondamental del gioco, dato che saranno utilizzati per la maggior parte delle invocazioni e per sbloccare bonus e potenziamenti.
Brutal Legend presenta anche le caratteristiche di uno strategico, le fasi di gioco in cui saremo costretti ad affrontare il nemico saranno effettuate in un modo tanto strano quanto divertente e coinvolgente; dimenticatevi il quartiere generale e le miniere, questi verranno sostituiti da un palco e dalle bancarelle del merchandising! Durante questo tipo di combattimenti lo scopo principale sarà quello di distruggere il palco del nemico utilizzando la propria armata che lentamente verrà costruita. Per organizzare la propria truppa d’attacco dovremo avere bisogno dei “fan”, cumulabili tramite le bancarelle, da spendere per reclutare nuovi adepti.
Accordando la chitarra
Sicuramente il punto di forza di Brutal Legend è una colonna sonora da brividi, 107 brani su licenza accompagnano il giocatore lungo tutto il viaggio di Eddie, brani sempre azzeccati e mai fuori luogo, ottimo anche il doppiaggio in inglese del gioco, peccato per il sonoro degli elementi scenici che il più delle volte sembra finto.
Graficamente il titolo colpisce per il suo design e le animazioni facciali, gli animali e i personaggi sono curati e ben fatti peccato che Brutal Legend vesta una grafica che non rispecchia i canoni odierni, i mostri anche quelli più importanti mancano di texture. Un altro neo è la longevità del gioco che, anche se rispecchia i canoni attuali, rimane sempre sulle 6 ore ad una difficoltà media.
Tirando le somme
Brutal Legend è un must have, un titolo che dovrebbe risiedere nelle bacheche di tutti i videogiocatori che si rispettino, presentandosi come un titolo innovativo ed alternativo, con una trama sempre all’altezza delle aspettative ed una quantità di battute e provocazioni da non finire.
Peccato per la durata del gioco e per la ripetitività delle missioni secondarie.
Uno sguardo ai trofei: 50 trofei, tutti molto facili e che si sbloccano andando avanti con la storia, il più difficile è quello dove si devono vincere 50 partite online.
dic 04 2009
Mondiale 2010 Sudafrica
Quest’anno si svolgeranno i campionati del mondo di calcio in Sudafrica, per decretare la nazionale piu’ forte in ambito calcistico. Tutti ricordiamo che l’ultima vincitrice, nel 2006, che è stata l’Italia, guidata anche in questa edizione dal commissario tecnico Marcello Lippi. Il Mondiale 2010 è la diciannovesima edizione di questa manifestazione, vinta per ben 5 volte da Brasile.
Ecco qui le squadre che dopo i turni eliminatori continentali, si sfideranno nel continente africano per conquistare la coppa del mondo:
EUROPA
Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Inghilterra, Italia, Olanda, Portogallo, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svizzera.
AFRICA
Sudafrica, Algeria, Camerun, Costa d’Avorio, Ghana, Nigeria.
NORD e CENTRO AMERICA
Honduras, Messico, Stati Uniti.
SUD AMERICA
Argentina, Brasile, Cile, Paraguay, Uruguay.
ASIA
Corea del Nord, Corea del Sud, Giappone.
OCEANIA
Australia, Nuova Zelanda.
Come al solito le grandi favorite sono le sudamericane Brasile e Argentina, oltre alle solite europee Italia, Spagna, Germania, Inghilterra e Olanda, che sono tutte le teste di serie dei gironi finali del mondiale in Sudafrica, e proprio quest’ultima, oltre ad essersi qualificata di diritto come paese organizzatrice, è stata inserita in prima fascia.
Ma questo modiale sarà ricordato anche per i tormentoni infiniti:
- Cassano in nazionale si o no?
- Gli oriundi Amauri e Thiago Motta saranno convocati nonostante non abbiano mai giocato con la nazionale?
- Il goal francese viziato dalo stop di mano di Henry all’ultimo che qualifica la francia e condanna l’irlanda
- Il solito Blatter che vuole un calcio con i piedi ingessati
Chi vincerà la coppa del mono di calcio in Sudafrica 2010? Appuntamento all’11 di Luglio a Johannesburg per assistere alla finalissima!
nov 23 2009
VDdownloader, scarica dalla rete i tuoi video preferiti
VDownloader è un programma, distribuito con licenza freeware, che vi permette di scaricare con facilità e velocità i video dalla rete dai più importati siti internet che li raccolgono, come: YouTube, Google Video, DailyMotion, MySpace, Metacafe e siti simili ad essi;
Il software in questione permette di salvare il video nei formati: Avi, MPG, iPOD, PSP, 3GP, VCD, DVD, FLV e MP3 per coloro che fossero interessati esclusivamente al suono riprodotto nel video.
Per iniziare il download di un video vi basterà, ricopiare l’indirizzo riportato nella barra degli indirizzi del browser, che state utilizzando, e copiarlo nell’apposita casella di testo del programma, selezionare dal menù a tendina il tipo di estensione che dovrà avere il file una volta scaricato e in fine cliccare sul tasto “download”; inoltre VDownloader vi permette di navigare in internet utilizzando il suo browser interno, mostrandovi un pulsante “download” nel momento in cui è possibile scaricare un video.
Questo mese VDownloader è stato aggiornato alla versione 1.12, che corregge alcuni bug, aggiunge nuovi temi colorati e un nuovo parser per youtube, si spera però che nelle prossime versioni di questo formidabile programma vi sia proposta qualche impostazione in più, soprattutto relativa al modifica: della risoluzione video, dei bit rate e altri parametri più specifici, ma tutto sommato può andare bene anche così.
Se volete provare il programma, potete scaricarlo dal sito ufficiale http://www.vdownloader.es/download.php.
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