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  • Metà uomo, metà scimmia: l’inquietante storia di Oliver

    Tra tutte le scoperte scientifiche dello scorso secolo forse la più sensazionale è stata proprio la mappatura del codice genetico; tuttavia, come ogni scoperta che si rispetti, anche quest’ultima ha sollevato più di un interrogativo morale. Se infatti da una parte la genetica potrebbe aiutare l’uomo, le piante e tutti gli altri animali, dall’altra potrebbe anche rubare un potere che per secoli è stato patrocinio di una sola entità: Dio. Parliamo del potere di “creare”. Infatti grazie alla fecondazione assistita o più semplicemente all’accoppiamento indotto è possibile combinare il codice genetico di diversi animali. Se la scienza ufficiale ha bandito questi esperimenti, poichè troppo “spinti” dal punto di vista etico, la scienza ufficiosa ancora non si è arresa. E infatti non sono pochi gli esperimenti che hanno dato vita a specie ibride. Come il caso del “Leopone“, (che, tra l’altro, possiede anche una pagina Wikipedia) incrocio tra un leopardo ed una leonessa. Oppure il “Tigone“, (anch’esso munito di pagina Wikipedia) che come suggerisce il nome è il risultato di un accoppiamento tra una tigre ed una leonessa. E ancora lo “Zonkey” (metà mulo e metà zebra), il “Zebrallo” (metà cavallo e metà zebra) e il “Wolphin” (metà delfino e metà orca). Ma se tutti questi esperimenti possono esercitare un certo fascino su di noi, senza turbarci più di tanto, diverso è il caso di Oliver.

    Oliver è infatti uno “strano” esemplare di Scimpanzè: privo di peluria sul volto e sul petto, predisposto ad imparare comportamenti complessi, capace di camminare in posizione eretta e di usare utensili (quali le posate) Oliver è infatti l’esemplare animale più vicino all’uomo che sia mai stato scoperto.

    Per farsi una veloce idea delle capacità di Oliver, basta guardare alcuni minuti di questo breve documentario che lo vede proprio come protagonista.

    Ovviamente la storia di Oliver ha destato subito la curiosità di molti: media, circhi, etologi, scienziati. E proprio questi ultimi sono stati i più impegnati a capire cosa potesse aver generato un essere tanto “umano” quanto Oliver. Difatti già molti anni prima, all’incirca negli anni ’20, il biologo russo Il’ja Ivanovic Ivanov aveva tentato, senza successo, di incrociare uno scimpanzè con un essere umano. Nessuno, almeno ufficialmente, aveva più osato riprodurre quell’esperimento e quei risultati erano ritenuti incrollabili. Alla luce di questi eventi è chiaro che la comparsa di Oliver aveva mosso qualcosa: subito si iniziò a riferirsi a lui come all’ “Anello Mancante”, ovvero quel gradino evolutivo che separava l’uomo dal più prossimo dei suoi antenati: la scimmia.

    Attualmente, nonostante tutte queste indiscrezioni, il parere degli esperti è unanime: Oliver è solo un “normale” Scimpanzè, come il suo DNA ha confermato. Tuttavia, vedendo le immagini che ritraggono il piccolo “Anello Mancante” c’è da chiedersi se ci sia davvero da fidarsi di questa scienza “ufficiale”.

    Wendell P. Bloyd

  • “Dorian Gray”: il celebre romanzo esteta di Oscar Wilde diventa un film

    Un dipinto: la migliore immagine di noi stessi per sempre immortalata. Immaginiamo di essere immortali, poter fare tutto quello che vogliamo, senza sensi di colpa, perchè sarà questo dipinto a subirne le conseguenze e ad invecchiare per noi. Tutto invecchia e si trasforma ai nostri occhi, tranne noi, ad eccezione ovviamente della nostra anima, immolata per sempre all’altare di Satana. Questo è Il ritratto di Dorian Gray.
    Oliver Parker ricostruisce il libro di Oscar Wilde con uno stile più spregiudicato e gotico, dando al protagonista un aspetto dark.

    Siamo nella Londra vittoriana, negli anni 90 dell’Ottocento. Dorian Gray, un bellissimo ragazzo dall’aria ingenua e un po’ svampita, giunge nella città inglese perché ha ereditato una fortuna dal nonno. Egli è orfano di entrambi i genitori. Appena arrivato conosce subito il pittore Basil Hallward e l’elegante Lord Henry Wotton. L’artista, colpito dalla stupefacente bellezza del giovane Gray, lo ritrae, creando un’opera d’arte ancora più spettacolare della realtà.  Il giovane, stuzzicato dal dissoluto Wotton, esprime un desiderio: egli vende l’anima al diavolo, purchè rimanga sempre bello e giovane. Dorian intanto si innamora della giovane attrice di teatro Sybil Vane: i due desiderano sposarsi, ma Lord Wotton, deciso a portarlo sulla strada della lussuria,  gli farà conoscere i piaceri della carne. Sybil, dalla disperazione, si suicida. Superato il lutto, Gray si farà trasportare dalla lussuria, dall’alcol, da ogni vizio. Intanto il riratto porta i segni delle sue malefatte, marcendo e invecchiando. Il giovane se ne accorgerà e nasconderà il ritratto in soffitta. L’autore dell’opera Basil Hallward chiede a Gray il quadro per esibirlo in una sua personale mostra di opere; egli pur di sviare Basil, si concederà ad egli sessualmente (il pittore cede in quanto innamorato da sempre di Dorian). Questo non basta: Dorian gli mostrerà il quadro e poi lo ucciderà. A questo punto egli partirà per un viaggio, che durerà 25 anni. Dorian sarà circondato da tante donne e numerosi piaceri, che ad un tratto non lo renderanno più felice: tormentato dalla sua vita insignificante, tornerà a Londra, dove tutti, compreso Wotton, inizieranno a sospettare della giovinezza di Gray. Il ragazzo inoltre si innamorerà della figlia di Lord Wotton, Emily, e deciderà di smettere con i vizi e la lussuria. Ma ormai il danno è fatto: Lord Wotton ha capito del maleficio e riuscirà a distruggerlo.

    La pellicola è il chiaro esempio di come la rappresentazione cinematografica non sempre rispecchia fedelmente l’opera letteraria; nonostante ciò lo spirito del romanzo è conservato nel film. La prima parte è sicuramente più fedele della seconda, nella quale si notano maggiormente le differenze con l’ opera, a partire dal personaggio di Emily Wotton. Il finale è parecchio spettacolare ma non fedele a quello del romanzo.
    Ciò che sicuramente hanno notato coloro che hanno letto Il ritratto di Dorian Gray è l’aspetto del giovane: Wilde lo dipinse biondo, riccio e con gli occhi azzurri, mentre Parker lo trasformò in un ragazzo dai capelli lunghi e castani e gli occhi scuri. Come tutte le opere di Wilde, anche Il ritratto di Dorian Gray è arricchiato di sentenze, che in questo caso vengono emesse quasi esclusivamente da lord Wotton, che ha un gusto particolare per la creazione di aforismi. Molti di questi sono quelli che perderanno Dorian, trasformando la sua anima da innocente a dissoluta.

    Del suo romanzo, Wilde disse: Basil è ciò che penso di essere. Henry è ciò che il mondo pensa di me. Dorian è ciò che io vorrei essere. In sostanza, il solo personaggio del romanzo non è altro che lui stesso.

    Il film è interpretato da:

    • Ben Barnes: Dorian Gray
    • Colin Firth: Lord Henry Wotton
    • Rebecca Hall: Emily Wotton
    • Rachel Hurd-Wood: Sybil Vane
    • Emilia Fox: Lady Victoria Wotton
    • Fiona Shaw: zia Agatha
    • Ben Chaplin: Basil Hallward
    • Maryam d’Abo: Gladys
    • Douglas Henshall: Alan Campbell
    • Caroline Goodall: Lady Radly
    • Jo Woodcock: Celia Radley
  • IPhone: attenzione ai cloni!

    IPhone: attenzione ai cloni!

    Abiti, scarpe, giocattoli… dalla Cina ormai arriva di tutto, imitazioni di marche famose vendute a meno della metà del prezzo. Ma chi se lo aspettava che venisse clonato anche l’oggetto più ricercato del momento nel campo della telefonia mobile? Sono tante le ditte cinesi adibite alla “clonazione” del melafonino, facilmente acquistabile da siti esteri a prezzi “vantaggiosi”. Effettivamente i cloni, venduti per originali, costano circa 100 euro: a molti fa gola vedere il gioiello della Apple così a buon mercato e, lasciandosi tentare, cadono nella truffa.

    E così arriva a casa una scatola nera, apparentemente appartenente alla famosa ditta californiana, contenente il famigerato IPhone. All’inizio sembra tutto nella norma: esteticamente è uguale. Ma guardandolo bene ed esaminando le caratteristiche interne del touch screen, si può notare che le differenze sono evidenti: il fake è diverso anche di dimensioni (vengono infatti pubblicizzati nuovi modelli, ovviamente falsi, di dimensione diversa), e sul retro c’è una “brutta” imitazione della famosa mela, ma non c’è traccia della scritta “IPhone”. Inoltre, lo schermo è notevolmente meno sensibile e, per questo motivo,  è presente un pennino, che in alcuni casi si allunga e funge addirittura da antenna: sì, il fake, oltre ad avere l’applicazione radio, possiede anche la televisione. Se poi si clicca sull’icona che, nell’originale, corrisponde all’App Store, si trova un convertitore di unità di misura! In alcuni c’è la possibilità di accedere al programma di messaggistica istantanea Msn: peccato però che compaia una scritta cinese. In quelli più “avanzati” c’e anche la possibilità di sfruttare la rete quadriband e utilizzare uno slot dual-sim.

    Non è detto però che questi cellulari falsi funzionino male, ma la domanda più pressante è: nello sfortunato caso che il falso melafonino avesse qualche problema, dove si può richiedere assistenza? Purtroppo nelle confezioni dei fake non è presente nessuna garanzia. Bisogna assolutamente prestare attenzione ad ogni minimo dettaglio: la battaglia degli IPhone tarocchi è appena iniziata e cloni dai particolari sempre più minuziosi saranno presto sul mercato.

  • Recensione Brutal Legend

    Recensione Brutal Legend

    Sicuramente non ha bisogno di presentazioni Tim Schafer considerato dagli appasionati di videogiochi come un guru dell’industria del divertimento elettronic, ispirato game designer ha regalato alla comunit・un titolo del calibro di Monkey Island ed ora dopo un lungo e travagliato periodo di programmazione la sua ultima creazione : Brutal Legend è pronta ad essere acquistata.

    METAL NEVER DIE

    Dopo il filmato iniziale ci troveremo ad impersonare Eddie Riggs un roadie alle prese con una band che tenta di suonare quello che resta di un metal ormai variato negli anni, Eddie vorrebbe essere nato all’inizio degli anni ’70 quando il vero metal veniva suonato nei concerti.

    Il protagonista si ritrova durante il concerto a dover salvare uno dei membri della band è durante quell’incidente che la fibbia della sua cinta viene bagnata con il suo stesso sangue.

    Eddie viene dunque trasportato in un mondo parallelo dove la musica è l’elemento fondamentale di sopravvivenza, non c’è molto tempo per familiarizzare con il pad che subito Eddie ha bisogno di raccogliere un’arma per affrontare i suoi primi nemici, da li a poco il protagonista prenderà il controllo di una temibile ascia bipenne e di Clementine una chitarra di sua conoscenza, che in questo mondo dominato dal metal si presenta come un’ottima arma.

    Che inizino le danze

    Brutal Legend è un mix azzeccato di generi, l’ironia del gioco centellinata periodicamente lo rende sempre divertente anche procedendo nella trama, il tutto condito da un canovaccio narrativo che conquisterà il giocatore con tanto di colpi di scena.

    Introducendo il gameplay si nota subito l’assenza del salto che in un gioco action potrebbe risultare fondamentale, questo gap è colmato da tutte le altre peculiarità del titolo che la fanno passare in secondo piano. Brutal Legend presenta una massiccia base di free roaming, un mondo vasto e dettagliato esplorabile sia a piedi che con i particolari mezzi che il protagonista potrà evocare a suon di assoli durante il corso della storia.

    Propio gli assoli saranno parte fondamental del gioco, dato che saranno utilizzati per la maggior parte delle invocazioni e per sbloccare bonus e potenziamenti.

    Brutal Legend presenta anche le caratteristiche di uno strategico, le fasi di gioco in cui saremo costretti ad affrontare il nemico saranno effettuate in un modo tanto strano quanto divertente e coinvolgente; dimenticatevi il quartiere generale e le miniere, questi verranno sostituiti da un palco e dalle bancarelle del merchandising! Durante questo tipo di combattimenti lo scopo principale sarà quello di distruggere il palco del nemico utilizzando la propria armata che lentamente verrà costruita. Per organizzare la propria truppa d’attacco dovremo avere bisogno dei “fan”, cumulabili tramite le bancarelle, da spendere per reclutare nuovi adepti.

    Accordando la chitarra

    Sicuramente il punto di forza di Brutal Legend è una colonna sonora da brividi, 107 brani su licenza accompagnano il giocatore lungo tutto il viaggio di Eddie, brani sempre azzeccati e mai fuori luogo, ottimo anche il doppiaggio in inglese del gioco, peccato per il sonoro degli elementi scenici che il più delle volte sembra finto.

    Graficamente il titolo colpisce per il suo design e le animazioni facciali, gli animali e i personaggi sono curati e ben fatti peccato che Brutal Legend vesta una grafica che non rispecchia i canoni odierni, i mostri anche quelli più importanti mancano di texture. Un altro neo è la longevità del gioco che, anche se rispecchia i canoni attuali, rimane sempre sulle 6 ore ad una difficoltà media.

    Tirando le somme

    Brutal Legend è un must have, un titolo che dovrebbe risiedere nelle bacheche di tutti i videogiocatori che si rispettino, presentandosi come un titolo innovativo ed alternativo, con una trama sempre all’altezza delle aspettative ed una quantità di battute e provocazioni da non finire.

    Peccato per la durata del gioco e per la ripetitività delle missioni secondarie.

    Uno sguardo ai trofei: 50 trofei, tutti molto facili e che si sbloccano andando avanti con la storia, il più difficile è quello dove si devono vincere 50 partite online.

  • Mondiale 2010 Sudafrica

    Quest’anno si svolgeranno i campionati del mondo di calcio in Sudafrica, per decretare la nazionale piu’ forte in ambito calcistico. Tutti ricordiamo che l’ultima vincitrice, nel 2006, che è stata l’Italia, guidata anche in questa edizione dal commissario tecnico Marcello Lippi.  Il Mondiale 2010 è la diciannovesima edizione di questa manifestazione, vinta per ben 5 volte da Brasile.

    Ecco qui le squadre che dopo i turni eliminatori continentali, si sfideranno nel continente africano per conquistare la coppa del mondo:

    EUROPA
    Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Inghilterra, Italia, Olanda, Portogallo, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svizzera.

    AFRICA
    Sudafrica, Algeria, Camerun, Costa d’Avorio, Ghana, Nigeria.

    NORD e CENTRO AMERICA
    Honduras, Messico, Stati Uniti.

    SUD AMERICA
    Argentina, Brasile, Cile, Paraguay, Uruguay.

    ASIA
    Corea del Nord, Corea del Sud, Giappone.

    OCEANIA
    Australia, Nuova Zelanda.

    Come al solito le grandi favorite sono le sudamericane Brasile e Argentina, oltre alle solite europee Italia, Spagna, Germania, Inghilterra e Olanda, che sono tutte le teste di serie dei gironi finali del mondiale in Sudafrica, e proprio quest’ultima, oltre ad essersi qualificata di diritto come paese organizzatrice, è stata inserita in prima fascia.

    Ma questo modiale sarà ricordato anche per i tormentoni infiniti:

    • Cassano in nazionale si o no?
    • Gli oriundi Amauri e Thiago Motta saranno convocati nonostante non abbiano mai giocato con la nazionale?
    • Il goal francese viziato dalo stop di mano di Henry all’ultimo che qualifica la francia e condanna l’irlanda
    • Il solito Blatter che vuole un calcio con i piedi ingessati

    Chi vincerà la coppa del mono di calcio in Sudafrica 2010? Appuntamento all’11 di Luglio a Johannesburg per assistere alla finalissima!

  • Poter Fare Soldi Su Internet…Secondo voi..Si Può!?

    Fare soldi online è un argomento che attira molte persone.

    L’idea di poter guadagnare da casa senza fare nulla è allettante.

    Molte volte mi sono imbattuto in post su internet..che spiegavano come fare soldi su internet..ma il 90% dei casi erano bufale…su bufale…cosi da poter fare i soldi…loro che architettavano tutte queste notizie false su internet…ma come si dice..gli errori imparano a crescere..e dopo aver sbagliato un bel pò di volte mi sono dato determinate risposte..che ora voglio dire anche a voi…
    Prima Cosa…
    SI è possibile fare i soldi su internet..
    Come Seconda cosa..non è poi cosi facile come ci vogliono far credere..e Ora vi dirò come la penso..

    Per fare tanti soldi su Internet devi essere un esperto;

    sicuramente questa è una frase che hai già sentito e non c’è niente di più vero.
    Ma essere esperti in qualcosa ti permetterà solo di guadagnare (quanto dipende da molti fattori) qualcosa e non di diventare ricco!
    Per poterti imporre sul mercato e di conseguenza fare tanti soldi devi riuscire a fare un qualcosa che solo pochi(o meglio ancora nessuno) riescono a fare. Devi essere unico nel tuo settore. Sicuramente la concorrenza ci sarà sempre, ma devi essere in grado di offrire quel qualcosa in più che le persone cercano, ma che gli altri non sanno(o non possono) fare!

    Pensaci bene: se tu fossi l’unico a saper fare una determinata cosa potresti farti pagare quanto vuoi per risolvere un determinato problema o offrire un determinato servizio! Potresti anche non far pagare niente e guadagnare da altre fonti dal momento che comunque tutti verranno da te per quella determinata cosa!

    Guarda che questo è veramente il metodo per fare tanti soldi!

    Ecco alcuni esempi:

    1) Di motori di ricerca ce ne sono tanti, ma solo Google restituisce dei risultati precisi ed offre determinati servizi: ecco che tutti utilizzano google ed i proprietari sono ricchi

    2) Facebook è nato quando già altri social network erano molto diffusi. Tuttavia facebook grazie alle sue mille applicazioni attira ogni giorni milioni di persone. Gli sviluppatori hanno reso visibile il codice per sviluppare le applicazioni su facebook permettendo a chiunque di creare la propria. Ed ecco che tutti utilizzano Facebook ed i proprietari sono ricchi!

    3) Immagina di essere a conoscenza di un metodo valido, serio e testato che ti permetta di dormire la metà delle ore, ma svegliarsi due volte più riposati del solito e di essere l’unico ad essere a conoscenza di questo metodo: quante persone vorrebbero saperlo? Nel giro di poco potresti essere ricco!

    4) Immagina di essere l’unico chirurgo al mondo in grado di effettuare un’operazione delicatissima. Saresti chiamato da vari ospedali di tutto il mondo e saresti pagato tantissimo proprio per il fatto che tu sia l’unico.

    Potrei andare avanti all’infinito, ma spero di aver reso comunque l’idea!

    Come vedi non c’è nessun bottone magico da schiacciare per riuscire a fare tanti soldi.

    La teoria è questa, ora come dicevo all’inizio non devi far altro che specializzarti in una cosa e raggiungere un livello di conoscenza che pochi altri hanno:

    nel giro di poco sarai il punto di riferimento per moltissime persone!

  • Viaggiare in Puglia

    Viaggiare in Puglia

    La puglia è una bellissima regione Italiana, bagnata sia dal mar adriatico che dallo ionio e vanta la costa piu’ lunga tra tutte le regioni della penisola. Il capoluogo è bari e le altre province sono taranto, lecce, foggia, brindisi, andria-barletta-trani. Viaggiare in Puglia non è solo mare e sole in spiaggia, ma anche neve ed escursioni in inverno sull’affascinante promontorio del gargano, uno dei maggiori parchi nazionali.

    Questa affascinante regione è ricca di cultura e tradizioni; come non citare la tipica danza meridionale, la tarantella, oppure, la ormai famosissime “Orecchiette al ragù di carne”, il caciocavallo e gli innumerevoli vini doc. Quando si viaggia in Puglia, è d’obbligo visitare almeno uno dei luoghi tipici del territorio; oltre al gia citato Parco naturale del Gargano, troviamo le fantastiche isole tremiti,  le grotte di castellana profonde ben 60 metri e lunghe  3 chilometri, i trulli di alberobello, risalenti all’età del bronzo e le tantissime chiese disseminate nel territorio.

    Per chi vuole viaggiare in puglia, non possiamo non consigliare alcuni eventi importanti che si svolgono durante l’anno, la Fòcara a Novoli (16-18 gennaio) il Carnevale di Putignano a Putignano, il Festival del Cinema Europeo a Lecce (aprile), il Palio di Taranto (maggio e luglio) l’Alba dei Popoli a Otranto (dicembre), senza dimenticare la Fiera del Levante a Bari che si tiene a settembre. Voglio elencare infine i comuni tipici del turismo in puglia: Castro, Cavallino, Corigliano d’Otranto, Galatina, Gallipoli, Lecce, Otranto, S. Cesarea Terme, Santa Maria di Leuca, Torre Vado e Tricase.

  • Giornalista nuda per difendere il femminile

    Maria Rosa Greco, giornalista e psicoterapeuta,  ha lanciato una campagna su Facebook di rivalutazione della sacralità del corpo femminile usando una foto del suo corpo velato da una zanzariera. Tutto é iniziato quando Fb ha rimosso questa foto dalla sua bacheca di foto di viaggi. Vedendo come Fb pulluli di immagini e filmati pornografici, ha pubblicato sulla sua bacheca un link, http://www.mediafire.com/imageview.php?quickkey=0mnv0zzrjdr, inmvitando i suoi amici a scaricarla e pubblicarla sulla loro bacheca con il titolo

    NO ALLA PORNOGRAFIA

    SI ALLA SACRALITA’ DEL CORPO FEMMINILE

    per denunciare lo sfruttamento pornografico e commerciale del corpo femminile. Dopo le modelle e le attrici che usavano il proprio corpo nudo per lottare contro le pellicce, é la prima volta che nel nostro paese una stimata professionista utilizza il proprio corpo per una campagna di protesta. In pochi giorni il suo profilo ha quasi raggiunto i 2000 amici, e di questa storia si é occupato anche un sito canadese che denuncia le storture di Facebook. Potete trovare ulteriori dettagli sul blog della dott.ssa Greco, http://www.sessualmente.blogspot.com/, da cui riportiamo  qualche frase :”La rimozione della foto, a mio avviso, esprime una visione profondamente maschile e maschilista della donna, che se sceglie di mostrare qualcosa di se è automaticamente “una poco di buono” o oggetto di desiderio per maschi “vogliosi”.

  • Le foto con l’iPhone migliori di quelle del Motorola Droid

    L’iPhone è stato snobbato dagli smanettoni dei cellulari con fotocamera sin dalla sua nascita poichè la sua prima versione possedeva una fotocamera da soli 2 megapixel, aggiornata a 3 megapixel con l’ultimo modello, il 3gs. Anche la mancanza del flash ha fatto storcere il naso a molti, tuttavia un tale con la passione per le foto e la fotografia, Andy Ihnatko, ha voluto vederci chiaro e capire se i megapixel sono l’unico fattore determinante per valutare la bontà delle foto scattate da una fotocamera rispetto ad un’altra. Il test eseguito ha coinvolto appunto l’iPhone 3Gs, con i suoi modesti 3 megapixel, e il Motorola Droid, che vanta ben 5 mega pixel, quasi il doppio del melafonino. Andy ha fotografato vari oggetti nella stessa posizione con i due dispositivi e il risultato finale è stato sorprendente, le foto dell’iPhone risultano piu’ nitide e dunque piu’ belle rispetto al Droid.

    Foto fatta con iPhone 3gs

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    Foto fatta con Motorola Droid

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    Questo risultato è stato ottenuto con i soggetti posti in luce naturalmente, visto che al buio, essendo il melafonino sprovvisto del Flash, non si riesce ad eseguire un buono scatto. Tuttavia dovrebbe farci riflettere il fatto che questi megapixel possono essere anche 7 o 12, ma alla fine, se non sono supportati in maniera ottimale a livello software e hardware, risultano inutili. E’ come montare un motore di una Fiat Punto su una Ferrari: piu’ di 140 Km all’ora non li fa.
    Tutte le foto del test equiparativo sono visibili sulla pagina Flickr di Andy.

  • New Moon, il film

    A metà novembre uscirà l’attesissimo Film New Moon, il sequel di Twilight, diretto da Chris Weitz e interpretato da Kristen Stewart (Bella) e Robert Pattinson (Edward). I due innamorati, Bella ed Edward, sono costretti a dividere le loro strade per evitare guai ai loro familiari e a chi li circonda ma dopo mille peripezie e gli intrecci tra i Vampiri e i Licantropi, il ragazzo crede erroneamente che la sua anima gemella sia morta e decide di recarsi in Italia per scampare alla vita anche lui. Bella, che è in realtà viva, viene a sua volta a sapere delle intenzioni di Edward e si precipita per andare a salvarlo, ma il suo gesto eroico la porterà in una situazione di gravissimo pericolo. In New Moon vediamo ancora una volta l’interazione e l’intreccio tra piu’ popoli differenti tra loro, gli umani, i vampiri, i licantropi, i volturi e i nomadi, mentre la figura di uno degli attori principali, Edward, sarà molto limitata rispetto al primo capitolo della saga. Il film promette un grande successo, come già avvenuto per Twilight e già si pensa al prossimo film, intitolato Eclipse, tratto dall’omonimo romanzo di Stephenie Meyer.
    Per concludere, anche in questo film, come nel primo, molte delle canzoni sono state composte in esclusiva.

    New moon uscita in italia: 18 Novembre

    New Moon Streaming Trailerhttp://www.youtube.com/watch?v=9vKaBK07v2o

    New Moon tracklist completa:

    1. Death Cab for Cutie – Meet Me On the Equinox
    2. Band of Skulls – Friends
    3. Thom Yorke – Hearing Damage
    4. Lykke Li – Possibility
    5. The Killers – A White Demon Love Song
    6. Anya Marina – Satellite Heart
    7. Muse – I Belong To You (New Moon Remix)
    8. Bon Iver e St. Vincent – Rosyln
    9. Black Rebel Motorcycle Club – Done All Wrong
    10. Hurricane Bells – Monsters
    11. Sea Wolf – The Violet Hour
    12. Ok Go – Shooting The Moon
    13. Grizzly Bear – Slow Life
    14. Editors – No Sound But The Wind
    15. Alexandre Desplat – New Moon (The Meadow)

  • Cellulari dual sim, cosa sono?

    I cellulari dual sim sono degli apparecchi di telefonia mobile che consentono di utilizzare due sim card, anche di differenti operatori telefonici, sullo stesso apparecchio contemporaneamente. Sono sul mercato da molti anni, ma essendo un prodotto di nicchia, è stato sviluppato inizialmente solo su apparecchi di marche sconosciute a molti e prodotti spesso per il mercato orientale.

    Alcuni di questi riescono a gestire contemporaneamente addirittura tre sim card e riescono a ricevere il segnale TV. La difficoltà di diffusione di questo prodotto puo’ essere visto anche per colpa delle compagnie telefoniche che non vedono di buon occhio che il cliente possa cambiare sim, e dunque operatore, con un semplice click sul telefonino. Eppure questi cellulari dual sim risultano estremamente vantaggiosi per gli utilizzatori, sia perchè possedendo due sim card, si puo scegliere quale usare in base all’operazione da effetturare, sia perchè non si è costretti a viaggiare con due cellulari distinti. Immaginate di concludere due contratti con due compagnie telefoniche in cui in uno ottenete un prezzo vantaggiosissimo per gli sms e l’altro per le chiamate. Basterà selezionare la sim con un click in base all’operazione da effettuare per risparmiare realmente sui costi non proprio economici che le compagnie ci riservano.

    Tra i primi cellulare dual sim possiamo annoverare l’Acer DX900 che possiede anche due fotocamere e la possibilità di connettersi in wi-fi, schermo da 2,8 pollici, 65.536 colori per 480×640 pixel di risoluzione e touchscreen, 128 mb ram e di 256 mb rom, riproduzione di file musicali  MP3, AAC,  MIDI, WAV, WMA e video nei formati 3GP, MPEG4, WMV. Naturalmente effettua e riceve telefonate e invia SMS.

  • Il crocefisso in Aula diventa illegale

    La Corte europea per i diritti dell’uomo ha emesso una sentenza unica e al tempo stesso storica che vieta in maniera assoluta la presenza del crocefisso nelle aule scolastiche. Il simbolo, presente da sempre nelle aule Italiane, diventa dunque illegale per volontà di un’ unica persona, la signora Soile Lautsi, di origini Finlandesi, che ha protestato contro la scuola frequentata dai suoi figli perchè secondo il suo parere quel simbolo avrebbe potuto disturbare la loro crescita. Il crocefisso è da sempre simbolo della storia e della cultura Italiana Cristiana, giudicato immorale dalla corte di Strasburgo, perchè non avrebbe nulla a che vedere con le tradizioni del nostro paese.

    La cosa che fà più scalpore in tutta questa vicenda, non è tanto la moralità o l’immoralità di un simbolo di una cultura o di una civiltà, ma l’arroganza di un immigrato che pretende di imporre le proprie idee allo stato in cui viene accolto, rivolgendosi ad una corte extra nazionale che addirittura non è in grado di conoscere una tradizione secolare in vigore in un paese.

    In Italia, in Europa e nel Mondo ci sono cose ben più gravi ed urgenti da risolvere, problematiche ben più serie ed importanti da affrontare. Quanti usi e costumi di altri popoli non ci vanno a genio, eppure li rispettiamo. Il rispetto è la forma massima di civiltà.

    Secondo voi, è giusto vietare ad un’ altra nazione una tradizione secolare?

  • Videogames. Sono davvero pericolosi?

    Videogames. Sono davvero pericolosi?

    Videogames di ogni genere, console di Home Entertainment sempre più evolute e portatili sempre più sofisticate. Queste parole mettono quasi paura, soprattutto a quelli che sono un pochino più attempati. Paura perchè insieme alle terminologie quasi incomprensibili che ne scaturiscono dai sempre più aggiornati sistemi operativi che si trovano al loro interno, le sempre più avanzate funzionalità che li caratterizzano… non possono non influenzare quella che è la crescita dei giovani che saranno gli uomini di un futuro abbastanza prossimo ma in continua evoluzione.

    Ma la paura resta soltanto la nostra, perchè in alcuni casi a “noi grandi” risulta un pò difficile concepire certe cose. Non è così per i ragazzi, invece, che sono in grado di assimilare come spugne ogni innovazione tecnologica senza batter ciglio, perchè per loro è una cosa naturale…è la loro era! Probabilmente per loro sarà inconcepibile ed inaccettabile anche solo pensare di poter vivere o addirittura “sopravvivere” senza avere un telefono cellulare di ultima generazione che li tenga in contatto col mondo! Mi è capitato anni fà, di fare un regalo ad una persona piuttosto anziana, in occasione del suo 77° compleanno.

    Questa persona a causa degli acciacchi dell’età non riusciva a muoversi molto bene per casa. Quindi ho pensato bene di donarle un oggetto che potesse semplificarle la vita in diverse situazioni…un bel telefono cordless da poter tenere con se ovunque si trovasse in giro per l’appartamento. Nonostante mi abbia ringraziato calorosamente per il dono ricevuto, la predetta persona non ha mai usato il cordless perchè a detta sua non aveva fiducia nell’apparecchio in quanto non era sicura che lo stesso potesse riuscire a farla telefonare con la sorella che abitava a circa un chilometro da casa sua. Totalmente vani sono stati i miei sforzi per farle capire che non per forza deve esservi un filo per poter comunicare con altri. Questa è stata una piccola parentesi per far capire quanto sia difficile a volte accettare le innovazioni.

    “Perchè cambiare se si è fatto sempre così?”. Tornando al discorso dei videogames e delle consolles, bisogna dire che parte della responsabilità per la diffidenza delle persone nei confronti di questi “aggeggi infernali” è da attribuire, a parer mio, ai “media”. Si dicono cose terrificanti al riguardo, si parla di effetti devastanti sulla psiche di chi ne fa uso, ma non credo sia il caso di esagerare tanto. -In primis perchè comunque, i problemi si possono verificare, ma in soggetti che possono essere particolarmente vulnerabili a ciò. Ma è un pò come accade ad un soggetto astemio. Se questi beve anche un solo dito di vino, finirà comunque con l’ubriacarsi.-Poi, perchè non va mai permesso a chi usa detti apparecchi di farne un uso sconsiderato e senza limitazioni. Ed anche in questo caso, volendo fare un esempio parallelo e rimanendo sull’argomento del vino, per rendere più comprensibile il concetto, basti dire che anche il soggetto più resistente all’alcool, prima o poi, a forza di ingurgitare bicchieri su bicchieri di vino, deve per forza ubriacarsi. E’ matematico!!

    Ora, avendo abbondantemente chiarito che nonostante gli aspetti negativi, non è comunque il caso di allarmarsi se nostro figlio usa una consolle per videogames. Del resto, ogni cosa ha i suoi pro ed i suoi contro. Se io ascolto tutto il giorno musica ad alto volume con il mio MP3, inevitabilmente a lungo andare dovrò avere un calo dell’udito. Avete mai pensato agli aspetti positivi di un uso moderato di tali sistemi da parte di vostro figlio? Ormai esistono sistemi che sempre di più coinvolgono attivamente l’utente. Esistono giochi che sono versatili a tal punto che la storia se la costruisce il giocatore stesso e che comunque lo inducono a ragionare per trovare indizi o soluzioni di rebus o dilemmi particolari che si presentano durante lo svolgersi della storia stessa. Tutto ciò aiuta ad allenare la mente e la memoria. Ma non solo!!

    Esistono giochi che aiutano ad apprendere particolari situazioni di precisi periodi storici, o di conoscere luoghi culturali o artistici (vedasi ad esempio il “Codice da Vinci”)e di apprenderne i segreti. Vi sono altri giochi che aiutano a sviluppare maggiormente lo spirito di osservazione o di migliorare i propri riflessi. O addirittura, ora esistono consolles, interattive al punto di coinvolgere l’utente in gare e prove fisiche nelle quali si deve impegnare non solo la mente ma anche tutto il corpo, in quanto per giocare bisogna mimare i movimenti necessari per portare a compimeto il gioco stesso. Ciò permette di poter fare movimento ed esercizio fisico, quasi senza accorgersene, ma divertendosi. A questo punto, partendo sempre dal presupposto che in qualsiasi cosa non bisogna mai abusare, mi viene spontaneo chiedermi:” E’ veramente così pericoloso usare questi sistemi di intrattenimento o gli aspetti positivi considerati sinora possono tranquillizzarci su come cresceranno i nostri figli?”.

  • Ubuntu 9.10 Karmic Koala

    Ubuntu 9.10 Karmic Koala

    Dalla data in cui scrivo,manca 1 giorno per l’uscita di Ubuntu 9.10 “Karmic Koala”.

    Fra le principali novità abbiamo:

    * Ottimizzazione del processo di boot.

    * Adozione del nuovo boot grafico XSplash che costituisce il vecchio USplash.

    * Migrazione completa ad Upstart che sostituisce il vecchio demone init

    * Include ubuntu software center che sostituirà “aggiungi/rimuovi” nel pannello delle applicazioni

    * Adotta gnome 2.28 con tutte le novità che ne conseguono

    * Ubuntu one integrato di default (servizio gratuito per il cloud computing personale)

    * Molte altre novità

    Conseguentemente a Ubuntu 9.10 uscirà anche Kubuntu 9.10
    e cioè l’alternativa per chi preferisce KDE piuttosto che Gnome.

    In seguito una descrizione di Ubuntu per chi non lo sa:

    Ubuntu è una distribuzione linux.

    E’ un sistema operativo libero e gratuito debian-based che ha avuto il vanto di rendere molto più semplice l’adozione di linux a qualunque tipologia di utente,ed in particolare a quelli che provengono da windows.
    Usa gnome come desktop environment (a differenza di Kubuntu che usa KDE).

    Voi potreste chiedervi “per quale motivo preferirlo a windows?”
    Questa è una questione annosa.Comunque vi do qualche esempio:

    • assenza di virus
    • molti programmi a portata di click
    • interfaccia grafica di ultima generazione
    • attiva con un click fantastici effetti grafici
    • configura tutti i desktop virtuali che vuoi per una massima produttività
    • non servono driver per le vostre periferiche
    • Se lo richiedete ce la possibilità che ve lo spediscono a casa senza alcun costo,tutto gratuitamente,tramite il servizio ship it. (per maggiori informazioni —>shipit.ubuntu.com<—)
    • è gratis è lo sarà sempre
    • è open source
    • una community che sarà lieta di offriti aiuto quando lo vorrai

    In ogni caso se non volete abbandonare windows,ce sempre il metodo per fare un multi-boot (o addirittura installare ubuntu come programma dentro windows).
    Praticamente le vie sono infinite,ognuno può usare il metodo che preferisce.
    E per le applicazioni windows a cui non potete fare a meno,e che non ce un alternativa gratuita per linux potete sempre usare wine.
    (Consente di installare persino office e photoshop).
    Per una migliore esperienza d’uso di wine consiglio anche PlayOnLinux che non è nient altro che una GUI sopra wine che semplifica il processo di installazione di alcuni programmi e giochi con script precompilati.

    Potete trovare informazioni oltre che eseguire il download di ubuntu sul Sito ufficiale

  • Il sistema SLIFEP per la valutazione delle fotografie digitali

    A volte non è facile analizzare e spiegare i motivi per i quali un’immagine ci appare riuscita ed espressiva o, al contrario, piatta e insignificante. Si intende qui proporre una guida all’analisi dei diversi aspetti che concorrono alla resa finale di una fotografia e una scala di voti da 1 a 9 che, applicata ad ogni singolo parametro, può aiutare sia ad esprimere un giudizio ragionato che ad individuare eventuali punti deboli nella propria produzione. Si tenga presente che questa non intende essere una guida alla realizzazione di fotografie belle, ma solo alla valutazione a posteriori del risultato finale. Comunque, una valutazione oggettiva e analitica dei propri scatti è preziosa per migliorare le proprie capacità.
    Il sistema proposto si riassume nell’acronimo SLIFEP, dalle iniziali di ciascun parametro preso in considerazione. Qui vengono elencati secondo un ordine che si può considerare approssimativamente di rilevanza decrescente. E’ infatti evidente che una foto non può prescindere da un soggetto, mentre può tranquillamente essere priva di postproduzione.

    Sebbene la scala sia in decimi, si considerino gli estremi 10 e 0 riservati a casi estremi raramente riscontrabili (come una foto scattata da Henri Cartier Bresson e dal suo cane). In generale, ci si può basare sulla scala dei voti scolastici, nella quale da 4 in giù si ha una grave insufficienza, 6 è la sufficienza, 7 è “buono”, 8 è “distinto” e 9 è “ottimo”. Con significati diversi per ogni parametro, ovviamente. Un giudizio si può così esprimere molto sinteticamente con una stringa nella quale l’iniziale di ogni parametro è seguita dal voto relativo, ad esempio S7-L5-I8-F7-E6-P6.
    Gli esempi elencati di seguito sono puramente inventati allo scopo di definire approssimativamente dei livelli di riferimento per ogni parametro. Tuttavia è possibile che la stessa descrizione evochi a ciascuno delle immagini diverse, per cui vanno presi con molta elasticità.

    I PARAMETRI

    Soggetto
    Senza soggetto non si fa alcuna foto. E’ in base al soggetto che si distinguono i vari generi fotografici: panorami, ritratti, persone dal vivo, natura selvaggia, natura morta, architettura, arte, moda, molluschi bivalvi e così via. Anche scatti puramente grafici, nei quali il soggetto ripreso può essere irriconoscibile, hanno in realtà un soggetto che può essere un colore, una luce, una geometria. Poiché la varietà dei soggetti è praticamente infinita, è impossibile definire una scala rigida per valutarli. Ciò che si può fare guardando una foto è cercare di quantificare quanto il soggetto ci colpisce, ci coinvolge, ci trasmette un’emozione. Facendo attenzione a distinguere fra l’emozione proveniente dal soggetto stesso e quella creata con altri mezzi, come un’illuminazione drammatica o un punto di vista insolito. Un soggetto “povero” non produce necessariamente una foto brutta.

    Alcuni esempi.
    2: Dito davanti all’obiettivo.
    4: Aiuole fiorite con falciatrice parcheggiata e sacchi di plastica. Bambino mezzo coperto da altre persone che ha chiuso gli occhi al momento dello scatto.
    5: Automobile normale parcheggiata. Persona inespressiva. Muro vecchio ma non scrostato in modo drammatico.
    6: Fiore. Bella moto parcheggiata. Casa. Via.
    7: Moto in corsa. Bel gatto. Ape su fiore. Vallata. Monumento.
    8: Bambino che ride. Gatto che punta la preda. Rovine. Tramonto che infuoca le nuvole.
    9: Martin pescatore che si tuffa sott’acqua e prende un pesce nel becco. Auto che salta. Profugo con tutti i propri averi in un fagotto. Palazzo che crolla.

    Luce
    Anche senza luce, per definizione, non si fa alcuna foto. Il soggetto può essere illuminato in migliaia di modi diversi. In esterni si può avere la luce diffusa di un cielo coperto, la cruda luce solare eventualmente bilanciata da riflessi provenienti dagli oggetti circostanti, luce artificiale di notte oppure luce lunare, o infinite combinazioni di queste. In interni di solito l’illuminazione è più controllata: può essere quella “normale” proveniente da un lampadario, quella diffusa dalle finestre, luce solare, lume di candela.
    L’uso di uno o più flash, di pannelli riflettenti e di altre forme di illuminazione controllata va valutato attentamente per l’efficacia nel rendere la scena drammatica, romantica, tetra o qualsiasi altra sia l’intenzione dell’autore. In generale un’illuminazione “piatta”, perché frontale o perché tanto diffusa da non produrre ombre, non merita una buona valutazione. A parte casi limite come le sagome in controluce, è importante valutare la qualità delle ombre prodotte ed il loro contributo nel rendere visibili volumi e profondità del soggetto.
    Nel valutare la luce bisogna stare attenti a distinguerne le qualità intrinseche da quelle dipendenti dall’esposizione, come bruciature o ombre troppo scure. Se un difetto deriva dai parametri di scatto va attribuito all’esposizione. Se è proprio della scena ripresa può essere un problema di luce.

    Alcuni esempi.
    2: Buio pesto con alcune sagome indistinte.
    4: Ritratto illuminato da flash frontale e soggetto con occhi rossi.
    5: Persona col volto in ombra che sorride davanti ad un muro illuminato dal sole. Passanti in strada sotto un cielo grigio.
    6: Piazza illuminata dal sole. Ritratto con luce diffusa e ombre non marcate.
    7: Prato fiorito con luce radente fra gli steli. Sole che crea riflessi sulla carrozzeria lucida di un’auto.
    8: Luce del crepuscolo che filtra attraverso i rami degli alberi. Fascio di luce che entra in una stanza polverosa e illumina un quadro. Chiaro di luna sui canneti di un lago.
    9: Vulcanologi illuminati dal basso dal chiarore di una colata lavica.

    Inquadratura
    Mentre il soggetto e la luce che lo rende visibile possono essere naturali, l’inquadratura è un fattore sotto il controllo esclusivo del fotografo. Il punto di ripresa, la lunghezza focale usata, il posizionamento degli elementi all’interno del riquadro, l’allineamento lungo linee particolari possono rendere drasticamente diversi risultati ottenuti riprendendo un stesso soggetto sotto la stessa luce. Di tutti questi fattori si può dare una valutazione complessiva basandosi sulla sensazione di armonicità della composizione. Oppure, se si è incerti di una valutazione così soggettiva e impalpabile, si può verificare l’aderenza della foto ad alcune norme di composizione come la regola dei terzi, il decentramento del soggetto, l’asimmetria fra cielo e suolo, l’aria circostante il soggetto, l’assenza di elementi di disturbo lungo i bordi. Senza prendere nessuna di queste “regole” come sacra e inviolabile, si possono valutare anche le trasgressioni in funzione della resa espressiva dell’immagine. Alla fine, si tratta di rispondere alla domanda: “Quanto bene sono disposti gli elementi in questa foto?”.

    Alcuni esempi.
    2: Bambino ritratto dall’alto in basso con focale corta, tagliando sotto all’altezza delle ginocchia.
    4: Pavimentazione su tutto il fotogramma, tranne una striscia in alto dove passeggiano pedoni decapitati.
    5: Monumento al centro del fotogramma, piazza nella metà inferiore e cielo nella metà superiore.
    6: Edificio visto quasi frontalmente sui due terzi sinistri, giardino sul lato sinistro.
    7. Torre ripresa dal basso. Ritratto di profilo con cielo nella direzione dello sguardo.
    8. Adulto sul terzo sinistro che tende la mano verso un bambino sul terzo destro che lo guarda dal basso in su; il braccio e lo sguardo seguono la diagonale del fotogramma.
    9. Viale alberato in prospettiva con passanti distribuiti a varie profondità ma mai sovrapposti, con aereo che passa in cielo in alto a sinistra e persona che lo indica in basso a destra.

    Fuoco
    La nitidezza di una fotografia dipende da una corretta messa a fuoco e dalla velocità di spostamento degli elementi ripresi in funzione del tempo di scatto. Ai fini della valutazione a posteriori di uno scatto, possiamo guardare esclusivamente al risultato finale, senza distinguere se una mancanza di nitidezza è causata da movimento o da errata messa a fuoco. Anche se il “mosso” è tecnicamente un effetto dell’esposizione, ciò che produce sul fotogramma è una sfocatura, per cui lo facciamo incidere su questo parametro, che si potrebbe chiamare anche “nitidezza”.
    Sarebbe errato ridurre questo parametro ai soli valori “giusto” o “sbagliato” a seconda che l’immagine sia tutta nitida o con il soggetto sfocato, perché agendo sulla profondità di campo o inseguendo il soggetto è possibile creare una grande varietà di effetti la cui efficacia va valutata attentamente.

    Alcuni esempi.
    2: Tutto sfocato: non si capisce niente.
    4: Il soggetto si riconosce, ma è tutto sfocato. Bambino che si muove creando scie indesiderabili.
    5: Ritratto di persona leggermente sfocata davanti ad una siepe a fuoco. Marmotta che corre su un prato, entrambi mossi.
    6. Scena in strada con tutto a fuoco, ma un po’ di micromosso che riduce la nitidezza.
    7. Panorama con tutto a fuoco.
    8. Macro di insetto su uno stelo quasi interamente a fuoco, sfondo di steli simili del tutto sfocati. Corridoio visto in prospettiva con persona seduta a fuoco, mentre più vicino e più lontano lo sfondo sfoca gradualmente.
    9. Panning di auto da corsa perfettamente nitida su fondo perfettamente striato. Farfalla su fiore con sfondo di paesaggio sfocato appena riconoscibile.

    Esposizione
    Valutare a posteriori l’esposizione di una foto è diverso da stimare i parametri di scatto prima di realizzarla. Si ha davanti un’immagine finita, spesso passata attraverso una postproduzione correttiva, e se ne deve soppesare l’efficacia espressiva in funzione della quantità di luce che mostra. Poca luce e tempo lungo o molta luce e tempo breve, quello che interessa è il chiaroscuro del risultato finale. Eventuali sfocature dovute al movimento saranno quindi considerate nella valutazione del parametro “Fuoco” e non di “Esposizione”.
    Non si può pensare di valutare quantitativamente l’esposizione guardando un istogramma: ogni foto è una storia a sé, e come nell’immagine di un bosco può non esserci un solo pixel a luminosità massima, così in una scattata nel deserto non c’è motivo di trovare alcun dettaglio nero. In generale si cerca di sfruttare l’intera (limitata) gamma dinamica delle immagini digitali per massimizzare il contrasto, ma va tenuto presente che un contrasto elevato non è necessariamente sempre funzionale all’espressività di una foto. Una foto può essere volutamente sottoesposta o sovraesposta per buoni motivi. Più che la quantità di luce si cerchi quindi di valutare la bontà di questi motivi.
    Poiché la fotografia digitale permette di variare con grande flessibilità la sensibilità (ISO) del supporto, si tenga anche presente l’adeguatezza del valore scelto, con le conseguenze sulla rumorosità dell’immagine e la saturazione dei colori.

    Alcuni esempi.
    2. Buio pesto con alcune cose indistinguibili.
    4. Persona stesa al sole, con tutte le parti illuminate bruciate.
    5. Uccello che fa capolino fra le foglie, troppo scuro per distinguersi chiaramente da esse. Piazza con monumenti in pieno giorno e ISO elevati che sgranano l’immagine.
    6. Scena in strada in cui l’ombra sotto le auto sfiora il nero assoluto e un cartello bianco in pieno sole sfiora il bianco assoluto.
    7. Ritratto con metà volto illuminato e metà in ombra, con dettagli ben leggibili in entrambe le aree.
    8. Fasci di luce solare che filtrano fra le foglie in un bosco, nessuna bruciatura, ottimo stacco dei fasci dallo sfondo e tronchi in ombra che raggiungono il nero. Paesaggio nella nebbia con persone e oggetti perfettamente contrastati in primo piano, poi altri via via meno contrastati dietro, fino a sfumare in un grigio uniforme.
    9. Uccello che vola verso un tramonto di nuvole in fiamme, scuro ma distinguibile fino all’ultima piuma. Oasi nel deserto resa simile ad un miraggio dalla sovraesposizione che rende irreali i dettagli, anche portando il lato assolato delle dune fino ad una bruciatura giallastra.

    Postproduzione
    E’ l’unico parametro che nel caso della fotografia digitale assume un significato diverso da quello che avrebbe per la fotografia analogica. Le possibilità di intervento sul digitale sono molto più ampie di quelle permesse dalla pellicola, e molto più accessibili per il fotografo amatoriale. Si considera anzi una prassi intervenire in qualche modo per perfezionare le immagini dopo lo scatto. Gli interventi possono comprendere regolazioni di esposizione, livelli, gamma, curve, saturazione, la riduzione del rumore, il viraggio o la conversione in bianco e nero, la rotazione ed il ritaglio dell’immagine per aggiustare l’inquadratura, l’aggiunta di bordi e firme. Approssimativamente, si può considerare parte di una postproduzione “normale” ogni intervento che agisca su tutta la superficie dell’immagine e non solo su parti di essa. Ad esempio, un filtro di sfocatura o di affilatura (come una maschera di contrasto) non snatura l’immagine, ma nel momento in cui lo si applica ad una selezione (per esempio per ottenere uno sfondo sfocato ove non ci si sia riusciti agendo sul diaframma) si comincia ad esulare dall’ambito puramente fotografico. Immagini che hanno subito interventi localizzati (come rimozione di elementi mediante clonatura dello sfondo, o inserimento di elementi non realmente presenti) non possono essere valutate secondo gli stessi valori delle immagini “non adulterate”, soprattutto quando si sconfina nella vera e propria manipolazione grafica. Il confine fra i due ambiti non può comunque essere definito rigidamente, e il criterio qui esposto vale solo da suggerimento.
    Valutare la qualità della postproduzione può essere difficile nel caso in cui questa sia talmente ben riuscita da risultare impercettibile. Oppure può non essere affatto presente, nel caso di foto “come uscite dalla macchina”. In questi casi il parametro P potrà essere omesso.
    Nei casi in cui la postproduzione è visibile e valutabile, bisogna cercare di capire se ha migliorato o peggiorato l’immagine di base. Una cornice dai colori vistosi o una firma con caratteri troppo elaborati può distrarre dal contenuto della foto, meritando una valutazione bassa. Viceversa, una cornice sobria può aiutare ad esaltare caratteristiche dell’immagine, come la brillantezza dei colori. Un viraggio seppia può aggiungere atmosfera, ma solo se congruo con il periodo temporale (reale o apparente) del soggetto. Una conversione in bianco e nero può arricchire di contrasto un’immagine rendendola più drammatica. Se poco contrastata può riempire di grigio il quadro smorzandone gli elementi, e questo può essere appropriato oppure no, a seconda del soggetto. Anche l’uso di filtri “creativi” per aggiungere trama o effetti particolari come vignettature, desaturazioni, viraggi, solarizzazioni, negativi eccetera vanno soppesati sulla base di quanto aggiungano a ciò che l’immagine aveva da dire già in partenza. Se l’effetto speciale diventa il protagonista, della foto vera e propria non resta abbastanza da poter dare una valutazione prettamente fotografica.
    Certi interventi di postproduzione possono essere fondamentali per la produzione dell’immagine cercata dall’autore. Una foto panoramica risulta dall’unione di più scatti, e va valutata soprattutto per l’invisibilità delle giunzioni. Un HDR può recuperare una gamma dinamica impossibile da catturare con uno scatto singolo, e se raggiunge questo scopo senza snaturare il soggetto va valutato positivamente.

    Alcuni esempi.
    2. Filtro “Tempera ad olio” su foto di un evento sportivo.
    3. HDR di una periferia grigia che la rende più colorata del Paese delle Meraviglie.
    4. Cornici viola attorno ad una scena campestre, con titolo e firma in giallo.
    5. Filtro antirumore troppo aggressivo che “plastifica” le superfici. Bianco e nero poco contrastato che mostra solo grigi.
    6. Cornicetta nera, firma bianca. O viceversa. Regolazione corretta dei livelli.
    7. Maschera di contrasto (USM) che riesce a contrastare efficacemente un micromosso.
    8. Regolazione di curve per rendere chiaramente visibile una nebulosa in un cielo stellato. Panorama a 360° senza giunzioni visibili.
    9. Sovrapposizione di più scatti per simulare un’esposizione lunga e mostrare la Via Lattea con i dettagli delle strisce di polvere.

    (C)2008 Livio Rossani.
    La riproduzione è autorizzata solo mantenendo questa nota di copyright.

  • PicaJet Photo Organizer – Organizzare le foto al meglio

    PicaJet Photo Organizer – Organizzare le foto al meglio

    PicaJet Photo Organizer 2.5.0.527 è un software multilingua tra cui l’italiano, che vi permette di gestire automaticamente le foto digitali, modificandole nel modo che più preferite.

    La facilità d’uso, la possibilità di modificare l’aspetto del programma come più ci piace, le impostazioni illimitate, la capacità di creare album su supporti come CD o DVD e la capacità di spostare interi blocchi di foto su supporti rimovibili, quali schede di memoria, penne USB e viceversa, ha permesso di convincere la maggior parte degli utenti amanti della fotografia e non, a scaricarlo ed installarlo sul proprio computer.
    L’interfaccia grafica utilizzata da PicaJet risulta, come già detto, di facile utilizzo e di configurazione, in quanto va in contro a tutte quelle persone che meno esperte.
    Attualmente, questo programma viene distribuito con compatibilità per Windows XP, Windows Vista, ma si spera che nelle prossime versioni si renda disponibile il suo utilizzo anche su altri sistemi operativi quali Linux e Mac.

    Per chi fosse interessato a scaricare questo software, questo è l’indirizzo per il suo download http://www.picajet.com/it/index.php?page=download per la versione gratuita. Inoltre sul sito avrete la possibilità di  scaricare nuove skin e nuovi plug–in per aumentare le funzioni per la modifica dell’immagine.

  • Graffiti Studio: imbrattare muri virtuali con stile

    Graffiti Studio: imbrattare muri virtuali con stile

    I graffiti non sono solo opera di ragazzini annoiati, molto spesso dietro hanno un concept davvero complicato e fatto a regola d’arte, che prende vita poi su muri, metropolitane, sottopassaggi, luoghi abbandonati ecc. Ma non sempre è possibile disegnare su questi luoghi, per ovvie ragioni.

    Quindi per gli aspiranti graffittari consiglio questo simpaticissimo e completo programma gratuito, da scaricare ed avere sul computer. Vi permette di riversare la vostra fantasia su muri, treni e metropolitane virtuali, così non spenderete soldi per costose bombolette, e non vi sporcherete nemmeno le mani, rischiando poi di farvi beccare.

    Sebbene i graffiti veri abbiano il loro fascino, potete prima fare esperienza su questo mondo virtuale, allenandovi così a vedere come verrebbe il vostro disegno, pardon, la vostra opera d’arte, sulle diverse superfici. Infatti a seconda di dove disegnate (se muri o carrozze dei treni) il tratto dell’inchiostro e del colore cambia vistosamente.

    Tra le opzioni del programma ci sono ben 100 spray di tre dimensioni ciascuno. Si può anche scegliere la distanza della bomboletta dalla superficie, così da variare il tratto. Una volta completata la vostra creazione, potete condividerla sul sito del produttore, dove una community di appassionati vi darà preziosi consigli su come migliorare il vostro stile.

  • Inkscape, l’alternativa gratuita ad Illustrator

    inkscape

    Ormai Inkscape è conosciutissimo nell’ambiente del software alternativo, poiché è l’unico che riesce a tener testa al più famoso programma della Adobe, senza sfigurare, contando che ha raggiunto solo la versione 0.46 per adesso. Quindi tutt’altro che completo, questo software vi darà tutti gli strumenti principali che desiderate da un software vettoriale.
    Tra le caratteristiche del programma ci sono le forme base, i tracciati, testi, trasparenze, gradienti e molto molto altro. Può importare file in diversi formati come Eps, jpg, bmp, tiff ed esportare in formato vettoriale standard Svg (Scalar Vector Graphics). Anche l’utilissima funzione dei livelli è implementata.
    Ciò che stupisce di Inkscape è però la sua interfaccia intuitiva, sebbene ancora snervante per certi punti di vista (ad esempio la finestra delle opzioni per il testo semplicemente fluttua in mezzo al resto, e non la si può ancorare), con pochi e semplici click possiamo creare elementi grafici complessi e professionali. Io stesso lo uso come programma principale per creare i miei lavori e devo dire che non mi è mai mancato niente, e non rimpiango certo il complesso e costoso Illustrator

    Inkscape sta lentamente progredendo grazie all’aiuto della comunità che ci lavora (ricordo che il progetto è open source) e non passeranno molti mesi prima di vedere una versione 1.0; comunque consiglio di provare le sue funzioni anche adesso, non lo lascerete più!

    Scarica Inkscape in Italiano QUI.
    Per la documentazione ufficiale puoi leggere QUI.