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  • La tecnica dell’insufflaggio per garantire l’isolamento termico della tua casa

    La tecnica dell’insufflaggio per garantire l’isolamento termico della tua casa

    Se ci sembra di abitare in una casa molto fredda in inverno e molto calda in estate, vuol dire che qualcosa non funziona come dovrebbe. I sistemi di riscaldamento e condizionamento sono necessari per arrivare ad una temperatura accettabile, ma se vengono tenuti accesi per troppe ore vuol dire che la casa non riesce a mantenere un clima interno confortevole. Se vogliamo risolvere questa problematica la soluzione migliore è quella di realizzare un intervento di isolamento termico, necessario per garantire un maggior livello di efficienza energetica che ci permetterà di risparmiare una discreta somma nelle future bollette.

    Per conseguire questo risultato sono diverse le tecniche che si possono utilizzare, ma una in particolare è di facile realizzazione e permette di non dover ricorrere a nessun genere di autorizzazione; stiamo parlando dell’insufflaggio di schiume isolanti, che viene realizzato qualora fosse presente in casa un’intercapedine (ossia lo spazio vuoto tra le mura perimetrali, presente nella maggioranza delle abitazioni costruite in Italia tra gli anni ’70 e ’90).

    Questa tecnica di isolamento termico può essere realizzata con numerosi tipi di materiali, ma tra i migliori in commercio citiamo sicuramente ISOFOR, un isolante termoacustico presente in Italia da oltre trent’anni con successo.

    Come si realizza l’insufflaggio

    La tecnica dell’insufflaggio consiste nell’inserimento del materiale isolante all’interno dei muri perimetrali. Questo avviene attraverso un sistema di pompaggio e una tubazione che serve ad insufflare la schiuma isolante proprio dentro lo spazio vuoto dell’intercapedine. Dopo che la parete è stata analizzata da uno specialista, bisogna fare dei fori alla stessa distanza tra loro e poi viene inserito il prodotto isolante. Si parte dal basso e si va verso l’alto fino a quando non viene riempita tutta l’intercapedine.

    Quali sono le caratteristiche di questa schiuma isolante?

    ISOFOR è un prodotto ideale per questo tipo di attività, in quanto riesce a solidificare velocemente e a non lasciare residui, espandendosi ed inserendosi facilmente negli spazi vuoti, fino ad arrivare agli angoli e alle zone più difficili.

    Altre caratteristiche rilevanti di questo materiale sono sicuramente l’essere un eccellente fonoassorbente, aspetto non di secondo piano che va ad aggiungersi a quello dell’isolamento termico. Si tratta, inoltre, di un materiale non infiammabile che è repellente agli insetti e ai roditori, completamente atossico e conforme alle normative vigenti, in quanto provvisto di adeguata certificazione.
    ISOFOR riesce a solidificare velocemente, senza lasciare alcun residuo, permettendo di raggiungere dei risultati notevoli in termini di efficientamento energetico nel giro di poche ore.

    Realizzare l’insufflaggio delle pareti interne è anche un’attività veloce! E’ sufficiente una giornata lavorativa senza dover traslocare altrove per lasciare spazio agli addetti ai lavori; sarà sufficiente liberare la parete sulla quale dovremo lavorare e una volta terminato il procedimento di coibentazione basterà ripulire la stanza (i fori praticati sulla parete saranno subito richiusi una volta terminato l’inserimento della schiuma isolante).
    Ci ritroveremo, quindi, una casa più fresca in estate e più calda in inverno, avremo un maggior benessere abitativo e recupereremo in poco tempo l’investimento effettuato, grazie al risparmio ottenuto in bolletta; sicuramente un ottimo incentivo per contattare subito uno specialista del settore e prendere appuntamento!

  • 14 Hotel resi famosi dai film

    14 Hotel resi famosi dai film

    Hanno fatto da sfondo a molte pellicole di successo e proprio grazie a queste hanno acquisito popolarità e fama. Stiamo parlando degli hotel della finzione cinematografica, molto spesso strutture extra-lusso e rigorosamente a 5 stelle. Le strutture alberghiere che potrebbero rientrare in questa lista sono numerosissime, ma ve ne sono alcune divenute immediatamente riconoscibili e subito ricollegabili a un determinato film.

    Hotel del cinema: ecco i più celebri

    Se state trascorrendo le vostre vacanze negli USA, vi consigliamo di fare un salto a Las Vegas dove si trova uno degli hotel più celebri del cinema, ovvero il maestoso Hotel Bellagio, reso celebre da Ocean’Eleven, film di Steven Soderbergh, popolare almeno quanto il Millennium Biltmore Hotel, protagonista di molte pellicole (oltre 100), tra i quali ricordiamo Mission Impossible 3, Spiderman 2, Rocky 3 e così via. Se invece siete a New York, da vedere The Plaza, edificio simbolo della Grande Mela e protagonista di film storici come Intrigo Internazionale di Hitchcock, mentre a San Francisco vi attende The Fairmont Hotel, una struttura molto amata dal grande Hitchcock che qui vi girò Vertigo e La donna che visse due volte. Nel cuore di Rodero Drive a Beverly Hills si trova invece The Regent Beverly Wilshire, location del celebre film Pretty Woman.

    Spostandosi a Miami Beach fermatevi al Fountainebleau, dove sono stati girati molti film come Guardia del Corpo e Goldfinger, mentre in Oregon, a ben 1.900 metri di altezza si trova il Timberline Lodge, location di Shining di Kubrick. Lasciando gli USA e approdando in Oriente, a Tokyio da vedere è il Park Hyatt, sfondo di Lost in Translation, mentre in Europa come non segnalare il Grand Hotel Pupp in Repubblica Ceca, sede delle avventure di James Bond in Casinò Royal, The Lanesborough a Londra, situato a Knightsbridge e location di EYES Wide Shut, o il Savoy Hotel, dove è stata ambientata la scena finale di Notting Hill.

    A Parigi resterete incantati dall’Hotel Regina, un magnifico edificio di 1900 stanze dove sono state girate alcune scene di The Bourne Identity, mentre a Monaco non perdetevi Hote de Paris, location di molte pellicole di James Bond.

    In ultimo, in Tunisia non si può non citare tra le maggiori attrazioni della città berbera di Matmata l’Hotel Sidi Driss, utilizzato come abitazione di Like Skywalker nella saga di Guerre Stellari.

    Ovviamente, questi sono solo alcuni degli hotel ma sparsi nel mondo ce ne sono molti altri che grazie al cinema hanno acquisito una grande popolarità e sono diventati veri e propri luoghi di culto.

  • Sulmona e non solo: cosa visitare in Abruzzo d’inverno

    Sulmona e non solo: cosa visitare in Abruzzo d’inverno

    Sulmona è una graziosa cittadina situata in Provincia dell’Aquila, proprio a ridosso dello splendido Parco Nazionale della Majella. Roccaforte del popolo guerriero dei Peligni, poi passata ai romani, Sulmona oltre che per le sue bellezze storiche è famosa anche perché qui nacque il grande Publio Ovidio Nasone.

    Vediamo quali sono le cose da non perdere a Sulmona durante un giro turistico anche d’inverno.

    • L’Acquedotto medievale. E’ il simbolo della città, luogo di importanza storica ma anche meta della quotidianità, del mercato cittadino, degli incontri con gli amici e degli eventi tradizionali, come la famosa Giostra Cavalleresca.
    • Porta Pacentrana in Piazza Garibaldi.
      E’ l’antica porta orientale di Sulmona, detta per questo anche “orientalis” e risalente al XV secolo.
    • La Chiesa di San Filippo Neri.
      Risalente al 1315, è costruita in uno stile tipico dell’architettura abruzzese. Da questa Chiesa viene fatta uscire la statua della Vergine durante le celebrazioni della Domenica di Pasqua.
    • Corso Ovidio.
      E’ la via dello shopping, vitale ed allegra, costeggiata da palazzi storici ed attività commerciali antiche e moderne.
    • La Chiesa di San Francesco della Scarpa.Un altro interessante edificio religioso, che deve il suo nome ai calzari particolari indossati dai frati che qui abitavano. La chiesa risale al 1291 ed ospita al suo interno pregevoli opere d’arte.

    Pescocostanzo

    Situato in provincia dell’Aquila, a poca distanza dai Comuni del Parco Nazionale d’Abruzzo e dall’Altopiano delle Cinque Miglia, Pescocostanzo è un borgo davvero affascinante e caratteristico, inserito anche nella lista dei Borghi più belli d’Italia.

    Pescocostanzo, a 1400 metri sul livello del mare ed immediatamente ai piedi del Monte Calvario, vede la sua fondazione nel X secolo. Ben presto il centro si mostrò molto più maturo e potente rispetto a quelli circostanti, sui quali iniziò a prevalere a livello sia economico che politico.

    Nel 1456 il borgo subì numerosi danni a causa di un violento terremoto anche se, dopo la tragedia e la distruzione del borgo, il miglioramento dell’assetto architettonico fece guadagnare a Pescocostanzo un’estetica raffinata e particolare, che tuttora mantiene. L’indipendenza e lo spirito combattivo del centro abruzzese fu da questo momento in poi chiaramente manifestato dall’assunzione, nel 1774, del titolo di Universitas Sui Domina, cioè di “comunità padrona di sé”.

    Civitella del Tronto

    Tra le montagne del Teramano si trova uno dei paeselli più caratteristici di tutto l’Abruzzo, Civitella del Tronto, inserita anche nella lista dei Borghi più belli d’Italia. Arroccata su un’altura a quasi 600 metri sul livello del mare, Civitella domina la Val Vibrata, area naturale dai paesaggi suggestivi e dalla natura selvaggia.

    In queste alture sono stati ritrovati reperti risalenti ad epoca neolitica e paleolitica, fatto che lascia immaginare una origine dell’abitato molto antica. La prima menzione ufficiale di Civitella risale però al medioevo, nei secoli X-XI, quando viene citata per iscritto e descritta come “città incastellata”.

    Il borgo è ancora famoso proprio per le sue fortificazioni. La Rocca di Civitella del Tronto è enorme: si estende, infatti, su ben 25.000 metri quadrati e rappresenta uno degli esempi più avanzati a livello ingegneristico di fortezza militare.
    Il castello ha subito diverse modificazioni e la sua evoluzione è iniziate nel lontano anno 1000, giungendo a compimento nel XVI secolo.

    Altri luoghi di interesse turistico a Civitella del Tronto sono:

    1. L’Abbazia Santa Maria in Montesanto;
    2. La Chiesa di Santa Maria degli Angeli;
    3. Il Santuario di Santa Maria dei Lumi;
    4. Le chiese di San Francesco e di San Lorenzo;
    5. Le grotte di Sant’Angelo e Salomone;
    6. La Fontana degli amanti;
    7. I vicoli del centro storico e la “ruetta”, una via strettissima e caratteristica.
  • The Rocks e dintorni: il quartiere più antico di Sydney

    The Rocks e dintorni: il quartiere più antico di Sydney

    Originariamente punto d’approdo delle imbarcazioni in arrivo dalla Gran Bretagna, The Rocks è il più noto e antico quartiere della città australiana di Sydney. Si sviluppò gradatamente prima del 1800 e si estende nell’area dell’attuale Central Business District. Gli edifici originari erano in pietra locale, da cui il quartiere prende il nome. L’area fu quasi parzialmente riedificata agli inizi del 1900 e durante la costruzione del Sydney Harbour Bridge, ma fu solo nella seconda metà del 1900 che The Rocks subì una vera e propria ristrutturazione diventando un’area turistica e commerciale. Molti sono i mercati che ogni fine settimana rendono il quartiere allegro e colorato, in particolare bancarelle di souvenir come dipinti aborigeni o originali sculture appartenenti alla cultura nativa australiana.

    Il quartiere è anche noto per il famoso osservatorio, il Cadmans Cottage e il vicino Museum of Contemporary Art.  The Rocks si affaccia al suggestivo Sydney Harbour e confina con Circular Quay, la famosa area pedonale che costeggia il mare sino alla nota Opera House: il teatro più famoso di tutta l’Australia disegnato dall’architetto danese Jørn Utzon. La lunga camminata dall’antico quartiere, attraversando parte del CBD, Circular Quay e Opera House, si conclude nell’immenso e straordinario giardino botanico, tra i più noti al mondo e diviso in più sezioni. Molte le piante tropicali che sopravvivono nel parco e le specie di volatili che popolano l’intera area, stupenda, anche se talvolta inquietante (vista la presenza dei numerosi flying fox) per turisti provenienti da ogni angolo del mondo.

  • Come sono fatte le case mobili

    Come sono fatte le case mobili

    Le case mobili che stanno riscuotendo un discreto successo praticamente ovunque sono composte da uno o due camere da letto, bagno completo di sanitari ed angolo cottura. Alcuni dispongono anche di una veranda e dello spazio per un divano. Molto richieste sono anche le case con intonaco tipo graffiato, ideali per i tipi di paesaggi dal mare alla montagna, già complete di pavimenti ed anche di infissi, spesso già arredate.

    Nel dettaglio le case mobili sono composte da un modulo telescopico, le pareti, i pavimenti e la copertura vengono realizzati in pannelli polifibre aventi lo spessore di cm. 8 -10. Gli impianti elettrico-idrico e fognante vengono realizzati sotto traccia in conformità alle norme CEI. Gli infissi esterni in pvc fanno parte delle rigide prescrizioni energetiche della classe A, invece gli scarichi fognanti di tipologia a scatto vengono collegati alla fogna o fossa imhoff o contenitori a tenuta stagna che si può vuotare in modo periodico.

    L’approvvigionamento di acqua avviene grazie ad all’allaccio alla rete idrica oppure attraverso uno specifico contenitore. L’energia elettrica invece può essere condotta attraverso un gruppo elettrogeno oppure tramite i pannelli fotovoltaici se non c’è la possibilità di appoggiarsi direttamente dalla rete elettrica.

    Casa caravan

    Una cosa che non tutti sanno a riguardo è esiste un modello di casa mobile omologata con libretto di circolazione. Nel 2015 una importante novità relativa alle case mobili è stata rappresentata dalle case caravan che consistono in case viaggianti, dalla mobilità pronta, con un interno spazio finito e totalmente arredato. Queste particolari case mobili vanno a proporsi come destinazione d’uso il vivere a pieno contatto con la natura.

    In genere, sono corredate di carrello targato, hanno una con carta di circolazione propria, queste case possono essere paragonate a delle roulotte, difatti, possono essere trasportate in qualunque posto nel territorio italiano ed anche all’estero e possono essere montate ed anche rimosse da personale non è specializzato, mediante poche e semplici istruzioni. Le case caravan rappresentano tipiche strutture idonee al sostenimento di uno sviluppo agrituristico ed una relativa valorizzazione dell’intero territorio italiano, rispettando a pieno la natura ed i suoi equilibri.

  • Consigli su come proteggere i capelli dal sole dell’estate

    Consigli su come proteggere i capelli dal sole dell’estate

    Ogni anno inizia per ognuno di noi il percorso di avvicinamento alle vacanze estive. Il sole, il mare, o la montagna saranno preziosi alleati per eliminare le tossine accumulate nei lunghi mesi invernali. Sebbene la luce naturale e l’aria aperta abbiano un effetto benefico anche sui capelli, meglio in questo caso non esagerare: può bastare una sola giornata di esposizione eccessiva ai raggi solari per rovinare una bella capigliatura; i capelli infatti, non sono in grado, a differenza della pelle, di produrre una quantità di melanina proporzionale all’esposizione, per questo tendono ad inaridirsi e a perdere lucentezza e elasticità molto velocemente.

    Cosa accade?
    I principali danni al capello sono causati dai famigerati raggi UV, poco filtrati dallo strato di ozono depauperato dall’inquinamento. I raggi Uvb sollevano le squame che compongono la parte più superficiale del capello, la cuticola, favorendo il processo di formazione delle doppie punte e l’inaridimento del capello stesso, mentre i raggi UvA agiscono sui pigmenti modificando il colore dei nostri capelli: in particolar modo l’effetto è visibile quando sono trattati o decolorati.

    Per porre rimedio all’effetto combinato dei raggi Uva e Uvb sarà necessario preparare in anticipo i capelli, dedicando, ad ogni lavaggio, qualche minuto ai trattamenti idratanti a base di oli protettivi, e – almeno una volta alla settimana- maschere capillari che contengano cheratina. Naturalmente tutti questi accorgimenti andranno conservati anche durante il periodo delle vacanze, per non perderne l’efficacia. Sempre a questo proposito, la prossima settimana approfondiremo l’argomento con un vero e proprio decalogo salvacapelli.

  • Viaggio nella Geografia dell’Italia tra monti colline e mari

    Viaggio nella Geografia dell’Italia tra monti colline e mari

    L’Italia, da sempre amata e venerata dai maggiori artisti, pensatori e poeti, si sviluppa su una superficie di oltre trecentomila chilometri quadrati con una popolazione che supera i sessanti milioni di abitanti, in media duecento per chilometro quadrato. Appartiene all’Europa Meridionale, include venti regioni (tra cui due isole, Sardegna e Sicilia) e ha come capitale Roma. I punti più estremi dell’Italia sono a Nord la Vetta di Italia (Alpi Aurine), a Oriente il Capo d’Otranto (Puglia), a Sud la Punta Pesce Spada (Lampedusa) e, infine, a Ovest la Rocca Bernauda (Alpi Cozie).

    Fin dai tempi più antichi l’Italia ha colpito per la sua particolare forma: Polibio la paragonava, intorno al II secolo a.C. (quando le presentazioni cartografiche erano ancora molto approssimative) a un triangolo mentre il geografo greco Strabone la rapportava a un quadrilatero e altri ancora a una foglia di quercia o di edera. Con il passare del tempo e conseguentemente all’avvicinamento alla realtà da parte delle carte geografiche, l’Italia cominciò a essere comparata a uno stivale e tale comparazione è tuttora valida. La forma dell’Italia rimane impressa per la sua snellezza e per la sua lunghezza accentuata. Ma colpisce altresì la moltitudine di chilometri dedicati alla costa e allo sviluppo costiero al punto che l’Italia è rinomata per essere una delle mete più ambite dal turismo estivo; e clima, fra i più celebrati soprattutto in riferimento all’area mediterranea, avvalora quanto detto.

    Da Nord a Sud, senza escludere le Isole, l’Italia stupisce per le meraviglie di cui è detentrice: non ci riferiamo soltanto a quanto ha da offrire in termini di arte ma anche alle mere bellezze paesaggistiche tipiche di ogni regione italiana.

    Rilievi e Pianure

    L’Italia è in prevalenza montuosa e collinosa ma stupisce al contempo per la sua varietà potendo alternare a superbe montagne una più popolosa pianura.

    Alpi e Appennini si snodano con andamento simile a una “S” senza particolari interruzioni per migliaia di chilometri, da Nord a Sud; nell’Italia continentale le Alpi e gli Appennini restano ai margini per lasciare spazio alla pianura centrale. Nell’Italia peninsulare la montagna ha una posizione centrale mettendo da parte la pianura. Lo sviluppo delle aree montuose, nonché la loro direzione, dipende dalle vicende geologiche dell’Italia che è nata su una delle aree maggiormente tormentate della Terra. Lungo la sua strada, l’Appennino dapprima si espande poi si assottiglia nell’avvicinarsi al Mar Adriatico per poi assumere una forma quasi a semicerchio raggiungendo l’estremità della penisola.

    Il sistema delle Alpi comprende le Alpi Orientali (a loro volta divise in Carniche, Giulie, Dolomitiche e Atesine), Centrali (Alpi Pennine, Lepontine e Retiche) e Occidentali (Alpi Marittime, Liguri, Cozie, Graie).

    In Italia i rilievi collinari si sviluppano soprattutto nell’Italia peninsulare (Calabria, Lazio e Puglia): così come le montagne anche le colline hanno un andamento armonioso e non mancano di organicità, e sembrano accollate alle pendici appenniniche accompagnandole nel loro percorso. Non dimentichiamo, però, che le colline scortano pure il margine alpino.

    Soltanto un quarto della superficie del Paese è occupato dalle pianure che digradano dagli Appennini e dalle Alpi per fiorire in direzione dell’Adriatico.

    Mari e coste

    La penisola italiana si protende nel Mediterraneo, lo stesso mare che possiede le più strette comunicazioni con gli Oceani, basti pensare, per esempio, al caso dello Stretto di Gibilterra lo lega all’Oceano Atlantico. Non mancano i bacini minori, dal Mar Ligure al Mar Ionio passando per il Tirreno e l’Adriatico.

    Il Mar Ligure rappresenta il tratto del Mediterraneo che comprende la costa ligure, la Corsica settentrionale e parte della Toscana; la riviera ligure è caratteristica per la sua scarpata costiera dalla forte pendenza, soprattutto nel tratto occidentale.

    Il Mar Tirreno è distinto per la sua particolare forma a triangolo rettangolo e si estende nella parte occidentale dell’Italia, sulle coste della Sardegna e della Corsica oltre a quelle di Campania, Lazio, Toscana, Sicilia, Calabria e Basilicata.

    Caratteristico per la profondità è il Mar Adriatico che nasce da una smisurata piattaforma continentale e che si rivela ricco di articolazioni, dall’insenatura del Golfo di Venezia al Golfo di Manfredonia tra il Gargano e la foce dell’Ofanto. Qui sfociano alcuni dei maggiori corsi d’acqua italiani come il Po, il Brenta, l’Isonzo, il Piave, l’Adige, il Reno e il Tagliamento.

    Il Mar Ionio si sviluppa nella parte sud-orientale della penisola italiana e in particolare nella costa orientale della Sicilia, bagnando anche la Calabria, la Basilicata e la Puglia con il Golfo di Taranto.

  • Che cos’è la Pertosse: incubazione, sintomi e cura

    Che cos’è la Pertosse: incubazione, sintomi e cura

    Talvolta i bambini, in particolar modo presentano una tosse piuttosto intensa e resistente ad ogni rimedio, incontrollabile tanto da causare sovente anche il vomito. Può trattarsi di Pertosse, anche detta tosse canina o asinina per via dell’evocazione del verso del cane o dell’asino. Oggi questa malattia è diventata decisamente meno frequente grazie ai vaccini che vengono praticati ai bambini, che, quindi, sviluppano immunità rispetto ai batteri che ne sono causa. Si tratta di una malattia contagiosa che si poteva presentare anche in soggetti adulti che si contagiavano attraverso la tosse di neonati e bambini. Nei neonati la malattia assume una certa pericolosità per via della tosse così’ intensa da rendere difficoltoso al bambino mangiare, bere e anche difficoltoso il respiro.

    La diagnosi avviene attraverso la visita medica ma poi può essere confermata da analisi del sangue, eventualmente radiografia sebbene questa diagnostica tende a non essere adottata per via della sua dannosità nei bambini, praticata solo in caso di assoluta necessità. Un’eventuale analisi dell’escreato del naso consente di dimostrare la presenza dei batteri che ne sono causa. Se la diagnosi è precoce, in genere un’adeguata terapia antibiotica è d’ausilio nell’attenuare la malattia e ad abbreviare il suo decorso. Il batterio che provoca la pertosse si chiama Bordetella pertussis, dotati di ciglia attraverso le quali riescono ad aderire fortemente al tratto respiratorio superiore rilasciando tossine che provocano gonfiore delle vie aeree, provocando la tosse.

    Come ci si contagia

    La Pertosse è una malattia esclusivamente umana che si diffonde da un soggetto all’altro attraverso:

    • Colpi di tosse
    • Starnuti
    • permanenza in ambienti comuni dov’è presente un malato di pertosse.

    La contagiosità permane per due settimane dall’inizio della tosse anche se poi la manifestazione della forte e incontrollabile tosse permane per parecchio tempo. I soggetti vaccinati in genere non si ammalano di pertosse, sviluppano un’immunità ma in una piccola percentuale di soggetti vaccinati la pertosse si manifesta ugualmente ma in forma parecchio attenuata. L’immunità da vaccino ha una durata variabile da 4 a 20 anni, per cui sarebbe consigliabile una dose di richiamo almeno ogni 5 anni. L’incubazione della pertosse è tipicamente di 5 giorni dall’esposizione ma può anche durare tre settimane prima di manifestarsi con i suoi caratteristici sintomi, il principale, appunto, l’insorgenza di tosse e, spesso, febbre, con un quadro simile ad un forte raffreddore, per trasformarsi rapidamente nella caratteristica tosse. Alcuni neonati non manifestano la tosse ma divengono cianotici, smettono di respirare, vanno in apnea e molti bambini, il 50% dei neonati al di sotto di un anno che contraggono la Pertosse, richiedono il ricovero ospedaliero.

    Il particolare tipo di tosse è provocato dalla costrizione della laringe e le crisi di tosse si verificano con maggiore frequenza nelle ore notturne; la malattia è fortemente debilitante, il malato si sente stanchissimo, la tosse può durare anche oltre 10 settimane, tanto che in Cina viene denominata “la tosse dei 100 giorni”. La complicazione più frequente della Pertosse nei bambini è lo sviluppo di una polmonite ma in alcuni casi si verificano convulsioni mentre nel 63% dei casi di bambini piccoli non vaccinati si verifica apnea con cianosi. La pertosse colpisce anche gli adulti ma in questi casi le complicazioni sono meno severe, il 33% dei casi registra una perdita di peso, il 28% perdita di controllo vescicale, solo il 2% sviluppa una polmonite.

    La cura della pertosse consiste soprattutto nella somministrazione di antibiotico ma non per periodi superiori a tre settimane, durante le quali si suppone la cessazione dell’infezione anche se la tosse permane decisamente più a lungo. Soprattutto nei bambini curare attentamente l’idratazione e rivolgersi al medico se si sospetta un calo di idratazione del bambino,. Non somministrare mai farmaci che non siano prescritti dal pediatra, nemmeno farmaci per il controllo della tosse, che risulterebbero, oltretutto, inutili.

  • L’importanza di curare gli occhi fin dalla tenera età

    L’importanza di curare gli occhi fin dalla tenera età

    È ormai una coscienza diffusa quella secondo cui i problemi della vista, compresi quelli che possono apparire più lievi, devono essere da subito presi in seria considerazione e sottoposti all’attenzione di uno specialista anche quando questi problemi si presentano su individui molto piccoli, quali neonati ed infanti.

    È stato quindi superato quel vecchio luogo comune secondo cui i disturbi della vista dei più piccoli venivano presi poco in considerazione, assumendo che questi potessero essere in qualche modo riassorbiti crescendo, quando invece è vero il contrario. Agire da subito con strumenti correttivi, anche sui pazienti più piccoli in tenera età, permette di fermare l’avanzata della patologia, garantendo loro anche una miglior qualità della vita. Anche sulle modalità curative ci sono stati in passato pareri discordati.

    C’è stata ad esempio tutta corrente di pensiero secondo cui i classici occhiali erano gli unici strumenti correttivi possibili per neonati ed infanti. Era questa un’assunzione che partiva dalla praticità di questi dispositivi, che grazie alle montature gommate di ultima generazione ben si adattano ai movimenti irregolari dei più piccoli. Tuttavia di recente, sono sempre di più gli specialisti pronti a sostenere che anche lenti a contatto, opportunamente conformate, possono adattarsi all’utilizzo da parte di questi pazienti. Ovviamente l’utilizzo delle lenti deve essere sottoposto ad una costante vigilanza da parte dell’adulto che deve accertarsi della corretta inserzione e manutenzione quotidiana. E’ quindi importante consultarsi con uno specialista sulle lenti a contatto più adatte per il giovane: è ormai risaputo che l’età non costituisce problema; anche da piccoli l’occhio riesce a sopportare lo presenza della lente a contatto.

    Un concetto ribadito anche durante l’ultimo summit tenutosi all’Istituto Zaccagnini di Bologna, dal titolo “L’età del vedere”, un consesso in cui sono intervenuti oftalmologi, optometristi e ricercatori internazionali sul tema delle cure dei disturbi della vista durante per le varie fasce di età. Dal summit è emerso che le lenti a contatto sono uno strumento valido per la correzione dei disturbi visivi dei più piccoli e, questo non solo in virtù della loro praticità, ma anche in ragione del loro minore impatto estetico, che ha evidenti influenze positive anche a livello psicologico sul modo in cui il bambino impara a convivere con questi disturbi.

  • Cos’è l’iridologia: esempi e attendibilità

    Cos’è l’iridologia: esempi e attendibilità

    L’iridologia (da alcuni definita anche microsemeiotica oftalmica) è una moderna disciplina tesa ad ottenere informazioni circa la salute fisica e psichica della persona, le sue malattie presenti e passate finanche le predisposizioni di un determinato organismo a contrarre talune malattie o a soffrire di determinati disturbi, ed è pertanto oggi un’importantissimo strumento diagnostico utilizzato da molti omeopati o naturopati.

    Essa fù ideata in Ungheria nel XIX secolo dal medico Ignatz von Peczely sulla base di una intuizione che esso ebbe da bambino. In quella età infatti Von Peczely aveva cercato di liberare un gufo preso in una trappola. L’uccello dibattendosi si ruppe una zampa e, in quel momento, il piccolo Ignatz notò la comparsa di una macchia scura sulla una delle sue iridi, e successivamente con la guarigione notò la scomparsa della macchia stessa. Fu così che diventato medico Von Peczely si dedicò allo studio delle iridi e dei loro segni particolari. Intorno agli anni ’50 l’iridologia fu invece ripresa ed ampliata dal medico statunitense Bernard Jensen che disegno una mappa dettagliata dell’iride tutt’oggi in uso da parte di molti iridologi.

    Teoria

    La teoria che sta alla base dell’iridologia poggia le sue fondamenta sulle migliaia di terminazioni nervose presenti nell’iride. Gli iridologi ritengono che esse siano collegate a tessuti ed organi interni, di modo che le alterazioni di una parte dell’organismo, tramite un riflesso neuro-ottico, possono apparire sull’iride, che si segna o cambia colore nella parte parte corrispondente all’organo sofferente. Per l’analisi dell’iride alcune persone utilizzano un’oftalmoscopio mentre altri preferiscono utilizzare una normale lente di ingrandimento con una lampada.

    I segni

    Infiniti sono i segni e le forme che possono dare segnali sullo stato della persona, di una specifica funzione e finanche di un singolo organo sofferente. Importante è sottolineare che l’iridologia svolge la preminente funzione di individuare delle predisposizioni dell’organismo, che possono indirizzare verso una determinata patologia, e non ha alcuna capacità di determinare una malattia di cui la persona si ammalerà in futuro con certezza. Ciò consente al paziente che si sottopone ad una analisi iridologica di poter prendere coscienza dei punti di forza e di debolezza del suo organismo e pertanto di condurre una vita tale da valorizzare i primi piuttosto che gli ultimi.

    In iridologia in realtà non si analizza solo l’iride, ma anche la sclera e la pupilla Molteplici sono i segni che vengono presi in considerazione, che vanno dalla forma al colore dell’iride, che permette da subito di interpretare la costituzione della persona sulla base dei colori della medicina cinese, alla presenza di segni (lacune) pigmentazioni o decolorazioni dell’iride, alla forma della pupilla (da cui si possono trarre informazioni in merito al rachide) ed allo spessore e conformazione del suo orlo interno (visibile solo con iridoscopi a forti ingrandimenti), fino alla regione sclero-corneale o sclero-congiuntivale. La zona cosiddetta degli organi è quella compresa dell’iride in senso stretto (ossia la parte colorata dell’occhio).
    Infine dall’iride, con apposite letture, è possibile trarre anche informazioni di carattere psicologico ed emozionale, generalmente abbastanza precise, in particolare per alcune situazioni a carattere psico-somatico, ma non solamente.

    La medicina naturale prevede molteplici collegamenti tra le informazioni di natura iridologica e altre discipline diagnostiche e terapeutiche, quali la osteopatia, la agopuntura o digitopressione, la cromoterapia, le terapie reflessologiche, ecc.

  • WordPress: visualizzare gli ultimi 3 articoli di uno specifico TAG in un pratico slider

    WordPress: visualizzare gli ultimi 3 articoli di uno specifico TAG in un pratico slider

    WordPress è la piattaforma più utilizzata al mondo per realizzare un sito web, è open source e non è troppo difficile da personalizzare.

    Ci sono però alcune funzionalità che possono risultare utili ma un po’ complicate da personalizzare. Una di questa potrebbe essere la creazione di uno slider generato da uno specifico Tag. Se è vero che in rete c’è una vasta documentazione su come integrare e personalizzare per visualizzare gli articoli etichettati sotto una determinata categoria, lo stesso non si può dire dei Tag.

    In questo breve tutorial vediamo insieme come creare un pratico slider statico in cui far apparire gli ultimi 3 articoli etichettati da uno specifico Tag di WordPress. Questo esempio può tornare utile nella Home Page di un magazine in cui si vuol far visualizzare nella prima riga l’immagine in evidenza e il titolo dell’ultimo post associato ad un Tag, e nella seconda riga gli altri due post, sempre con immagine in evidenza e titolo.

    Inseriamo quindi questo codice nel punto in cui vogliamo far apparire lo slider:

    <?php $myposts = get_posts(‘numberposts=1&tag=vetrina’);
    foreach($myposts as $post) : ?>

    <article class=”contentPreview2″>

    <a href=”<?php the_permalink(); ?>”><?php the_post_thumbnail( ‘large’ ); ?></a>
    <a href=”<?php the_permalink(); ?>” class=”titleOverlay2″><span class=”titolos”><?php the_title(); ?> </span></a>

    </article>

    <?php setup_postdata($post); ?>
    <?php endforeach; ?>

    <?php $myposts = get_posts(‘numberposts=2&tag=vetrina&offset=1’);
    foreach($myposts as $post) : ?>

    <article class=”contentPreview2 column”>
    <a href=”<?php the_permalink(); ?>”><?php the_post_thumbnail( ‘medium’ ); ?></a>
    <a href=”<?php the_permalink(); ?>” class=”titleOverlay2″><span class=”titolos”><?php the_title(); ?> </span></a>
    </article>

    <?php setup_postdata($post); ?>
    <?php endforeach; ?>

  • Controlli caldaia: 3 operazioni che vanno sempre fatte

    Controlli caldaia: 3 operazioni che vanno sempre fatte

    La caldaia è un apparecchio che brucia gas per produrre calore e crea delle emissioni, espulse attraverso il camino. Indispensabile per ogni abitazione, altrettanto indispensabile per ogni proprietario assicurarsi con l’aiuto di un tecnico che il livello di efficienza sia sempre ottimale in modo tale da non doversi imbattere in spiacevoli sorprese che possono capitare quando meno ce lo aspettiamo. Vediamo dunque insieme 3 operazioni che vanno sempre fatte durante il controllo periodico della caldaia.

    La verifica delle emissioni

    La quantità di fumo è prodotta dalla singola caldaia è uno di questi parametri che il caldaista deve controllare durante i suoi interventi, come prescritto dalla legge in vigore. Il livello delle emissioni deve restare al di sotto di certi limiti perché la caldaia possa essere certificata come valida. Il cedolino del controllo del tecnico va sempre conservato all’interno del libretto di impianto in modo da aver prova che tutto sia in ordine.

    La sostituzione delle parti più usurate

    Un bravo tecnico che si occupa della caldaia deve controllare lo stato di usura delle parti interne e provvedere alla loro sostituzione, ove necessario. Per i pezzi di ricambio devono essere usati solo gli originali cioè quei prodotti che sono stati realizzati dalla medesima casa madre al fine di avere accesso a diversi benefici, tra cui la compatibilità massima. Si tratta di parti prodotte con medesimi criteri e materiali perciò assicurano una compatibilità del 100% in maniera che il pezzo duri a lungo senza ulteriori problemi che richiedano assistenza o riparazione. Nulla confronto dei pezzi universali che anno bene su più tipi e modelli di caldaie ma spesso hanno un a durata limitata, perciò conviene spendere qualcosa in più per un pezzo originale che ha il vantaggio di aumentare la vita utile dell’apparecchio.

    La pulizia dell’apparecchio

    Una delle operazioni fondamentali che un buon tecnico deve sempre eseguire durate gli interventi di manutenzione sulle caldaie è la pulizia per poter eliminare lo sporco e la polvere che si sono depositati all’interno, ostruendo magari il funzionamento corretto di qualche componente. Per raggiungere tale scopo, la parte frontale della calida vien smontata in maniera da poter raggiugere ogni pezzo e pulirlo a fondo, aiutandosi anche con una aspirapolvere apposita e stracci imbevuti di acqua. Una buona pulizia deve durare all’incirca mezz’ora altrimenti non è stata eseguita bene.

  • Tre cittadine da scoprire in Abruzzo

    Tre cittadine da scoprire in Abruzzo

    L’Abruzzo, all’interno di un territorio complesso ed eterogeneo, nasconde delle perle di rara bellezza da visitare e luoghi sconosciuti ai più, come la ridente Città Sant’Angelo, che non a caso appartiene al Club dei Borghi più belli d’Italia.

    Città Sant’Angelo si trova in provincia di Pescara a 322 metri di altitudine (s.l.m.), non molto lontano dal Capoluogo di Provincia, famosa località balneare della Regione. Questa vicinanza al mare permette a Città Sant’Angelo di godere di un clima relativamente mite, anche in inverno.

    In queste zone si avvicendarono sin dall’antichità numerose popolazioni che, modificando e migliorando l’aggregato urbano nel corso dei secoli, hanno permesso a Città Sant’Angelo di avere una aspetto peculiare e suggestivo, che lo ha fatto entrare a ragione nella lista dei Borghi più belli d’Italia.

    Da non perdere a Città Sant’Angelo ci sono:

    1. La Collegiata intitolata a San Michele Arcangelo, con l’annesso campanile di 48 metri;
    2. La Chiesa di San Francesco, del XIII secolo;
    3. Palazzo Castagna;
    4. Le Chiese barocche di Santa Chiara e Sant’Agostino;
    5. Il Presepe Vivente messo in scena a Natale, ogni anno;
    6. La sfilata tradizionale organizzata per le celebrazioni del Carnevale;
    7. Le vie e gli scorci più pittoreschi del centro storico.

    Cocullo

    Cocullo, in Provincia dell’Aquila, è un piccolo comune abruzzese che conta appena 280 abitanti.

    Situato a quasi 900 metri sul livello del mare, Cocullo domina la Valle del Sagittario ed è famoso in tutta Italia per l’affascinante e suggestiva “Festa dei Serpari”, celebrata ogni anno il primo Giovedì di Maggio in onore del patrono, San Domenico.

    Durante la Festa di San Domenico il paesello viene letteralmente preso d’assalto di turisti e dai fedeli che vogliono prendere parte ad una delle processioni tradizionali più particolari di tutta la Penisola. Ogni primo Giovedì di Maggio, a mezzogiorno in punto, la statua del santo viene coperta di serpenti vivi e portata in processione in mezzo ad una folla meravigliata e ammirata.

    I famosi “serpari” durante la festa attendono la processione in strada, mostrando ai passanti e ai fedeli i serpenti che sono riusciti a catturare nei boschi circostanti. I rettili, che durante la Festa vengono tenuti vivi in apposite scatole di legno, subito dopo la fine delle celebrazioni, vengono liberati dai “serpari” stessi.

    Tra le attrazioni turistiche da vedere a Cocullo ci sono:

    1. La Chiesa di San Nicola, il cui campanile è una torre medievale in miniatura;
    2. La Chiesa della Madonna delle Grazie;
    3. La cinta muraria che prima proteggeva la città dagli attacchi esterni;
    4. I palazzi gentilizi come Casa Marano e Casa Squarcia;
    5. Le Grotte del Sagittario.

    Santo Stefano di Sessanio

    Santo Stefano di Sessanio è un Comune situato in Provincia dell’Aquila, in Abruzzo. Oltre ad essere stato da tempo inserito tra i Borghi più belli d’Italia, il centro è anche parte del territorio protetto del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, caratteristica che lo colloca in una cornice naturale tra le più affascinanti della Regione ed ideale per il turismo di montagna.

    Con una storia che va indietro sino ai tempi dell’Impero Romano, Santo Stefano di Sessanio vanta origini antiche e prestigiose. Nel Corso dei secoli il borgo ha vissuto momenti di grande fioritura alternati a momenti di declino. L’ultimo atto negativo della sua storia in ordine di tempo è il terremoto del 2009 che ha distrutto diverse abitazioni ed abbattuto la Torre medievale, da tempo simbolo del Paese e della sua cittadinanza.

    Dagli anni ’60 dell’800 fino ai giorni nostri il numero degli abitanti è tristemente calato, passando da più di 1300 residenti ad appena 118 (nel 2001). Ciononostante Santo Stefano mantiene una marcata vocazione turistica, grazie alle numerose attrazioni qui presenti.

    Tra queste ci sono:

    1. La Torre medievale, attualmente in via di restauro;
    2. I vicoli del Centro storico;
    3. Rocca Calascio (nei pressi)
    4. Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
  • Masserie in Salento vicine al mare per le vacanze estive

    Masserie in Salento vicine al mare per le vacanze estive

    La secolare tradizione rurale Pugliese è particolarmente presente nel Salento, la parte di questa regione italiana che si estende nel Mediterraneo verso sud, caratterizzata da un territorio per lo più pianeggiante o lievemente collinare. Il turismo della penisola salentina può contare su di un paesaggio notevole, costellato di una fitta rete di masserie più o meno antiche. Si tratta di edifici rurali tradizionali, diffusi anche in altre regioni dell’Italia Meridionale (Calabria e Sicilia su tutte), che vengono ristrutturati per diventare strutture ricettive moderne e funzionali, senza però dissipare il fascino dell’antica architettura locale né rinunciare a tutte le comodità che un turista ricerca durante un soggiorno vacanziero.

    Come trascorrere un soggiorno in una masseria del Salento? Poiché le tipiche masserie sono disseminate lungo un ampio arco (soprattutto costiero) della penisola salentina, le opzioni per chi sceglie questo genere di soggiorno sono molteplici. Le strutture stesse, infatti, non sono tutte uguali: alcune si trovano in zone più interne, altre più vicine al mare. Un’altra discriminante, oltre alla località, è la configurazione della masseria: per dare un tocco culturale alla propria vacanza è possibile optare per aziende che includano al proprio interno anche i tradizionali ‘trulli’ che hanno reso celebre la Valle d’Itria in tutto il mondo oppure alberghi che si trovano in aree di interesse archeologico o in zone sottoposte al patrocinio dei Beni Culturali.

    Per chi vuole invece coniugare terra e mare, un resort a Pescoluse, in uno dei tratti costieri più affascinanti della Puglia, rappresenta una delle scelte migliori. Sono molte le masserie che integrano la propria offerta con escursioni organizzate, dalla gita in bici al trekking fino ad un’escursione in barca. Altre puntano su confort e relax: anche in tal senso, la masseria si pone come una scelta accattivante: strutture piccole ed accoglienti, per via del limitato numero di camere, in grado di garantire tranquillità e privacy. Tra i servizi per il benessere disponibili vi sono spesso anche sauna, piscina e centri massaggi mentre per gli amanti della natura ci sono masserie con una forte impronta ‘bio’, in quanto utilizzano solo prodotti naturali e coinvolgono i propri ospiti in attività quali la raccolta dei frutti dell’orto. In generale, chi vuole soggiornare in una masseria del Salento può scegliere anche una struttura di tipo Bed & Breakfast a fronte di una spesa contenuta.

  • Tutti i vantaggi dei piatti doccia in Marmoresina

    Tutti i vantaggi dei piatti doccia in Marmoresina

    Quando si tratta di progettare il tuo nuovo bagno non devi sottovalutare nessun aspetto perché  ogni dettaglio conta. Se stai cercando una soluzione elegante, duratura e personalizzata per il tuo box doccia, i piatti doccia in marmoresina potrebbero essere la scelta perfetta. Realizzati da blocchi solidi di marmo o quarzo, questi piatti doccia sono prodotti utilizzando le più avanzate macchine CNC disponibili.

    Minimalismo ed Eleganza

    Questo genere di piatti doccia in marmo e quarzo sono progettati per offrire un profilo basso, con una profondità in genere di soli 30 mm. Sono disponibili in una vasta gamma di design e possono essere realizzati su misura per soddisfare le tue esigenze specifiche. La particolarità di questi piatti doccia è che vengono lavorati da un unico blocco di marmo o quarzo, eliminando la necessità di giunture. Questo garantisce una superficie impeccabile e consente l’inclusione di fessure in vetro per ospitare pannelli di vetro temperato da 10 mm direttamente nel piatto doccia, senza la necessità di guide.

    Versatilità

    Oltre alla bellezza naturale del marmo, stiamo assistendo a una crescente popolarità dei piatti doccia di questo genere, che assomigliano alla pietra naturale ma offrono una maggiore resistenza e facilità di manutenzione. Questa soluzione è perfetta per piatti doccia di dimensioni grandi o di misure non convenzionali. Inoltre, a differenza di alcune altri materiali, non richiede una sigillatura regolare ed è semplice da pulire e mantenere. Protetto da uno strato solitamente in Gelcoat, è consigliabile usare prodotti per la pulizia a PH neutro per mantenere piu a lungo la protezione del marmo.

    Flessibilità e Facilità d’Installazione

    I piatti doccia in marmo resina sono disponibili in una vasta gamma di dimensioni, e la posizione del prodotto può essere personalizzata per adattarsi agli spazi disponibili. È possibile scegliere un piatto doccia con una pendenza liscia verso il sifone o un design ondulato che guida l’acqua in modo elegante verso il punto di drenaggio. Ad esempio se la nuova doccia si trova in una nicchia, sarà davvero conveniente avere un piatto di questo tipo in quanto è possibile tagliarlo su misura anche dopo averlo acquistato, avendo quindi la possibilità di incastrarlo perfettamente nel suo spazio.

    La Posizione del Sifone

    Il sifone è un elemento fondamentale del piatto doccia ed è possibile personalizzare la posizione per adattarlo alle tracce esistenti o per rispecchiare una posizione già presente. E’ importante notare che il sifone deve essere posizionato almeno a 250 mm da qualsiasi lato del piatto doccia, e generalmente risulta esteticamente migliore se collocato al centro di un piatto ondulato.

    Scegliendo un piatto doccia in marmoresina stai investendo in un elemento che non solo conferisce un tocco di eleganza al tuo bagno, ma è anche resistente e facile da mantenere. Inoltre, avrai la possibilità di personalizzarlo secondo le tue esigenze, ottenendo così un ambiente che rispecchia il tuo stile unico.

  • WebDesigner vs WebMaster: le differenze tra le professioni del Web

    WebDesigner vs WebMaster: le differenze tra le professioni del Web

    Troppo spesso si sottovaluta quanto e quale lavoro ci sia dietro la realizzazione di un sito web. Un sito amatoriale può essere creato facilmente da chiunque con pochi click sul web sfruttando qualche servizio gratuito ma se si ha bisogno di avere un sito professionale, visibile sui motori di ricerca e a norma di legge è necessario rivolgersi ad un professionista.

    Questa figura viene spesso identificata con il nome di WebMaster. Se il progetto non è troppo complesso e il professionista ha un DNA versatile, oltre che molta esperienza, può lavorare al sito web in autonomia in ogni sua fase, altrimenti dovrà essere affiancato da altre figure specializzate come ad esempio il SEO che si occupa di posizionamento nei motori di ricerca di un sito web, oppure di un WebDesigner per la progettazione grafica e la sua architettura. In questo articolo ho pensato di mettere a confronto le varie competenze necessarie per realizzarne uno e quali sono le fasi sommarie in cui viene sviluppato un progetto.

    Tra le prime fasi nella creazione di un sito c’è sicuramente la scelta del nome a dominio e del server hosting su cui ospitarlo. Il WebMaster professionista deve saper consigliare l’url più adatto per il progetto e il giusto spazio web per consentire al sito di funzionare al meglio senza intoppi. Fatto questo si può iniziare a sviluppare una bozza con la struttura che dovrà avere il progetto.

    Un sito di successo deve avere il giusto design. Qui entra in gioco il WebDesigner che deve essere in grado di realizzare un layout in linea con gli obiettivi fissati dal cliente. nonché con quelle degli standard del World Wide Web. Il tutto tenendo sempre a mente quello che si vuole comunicare all’utente finale durante la realizzazione del progetto. Se una volta si navigava solo sul PC, oggi gli Smartphone e i Tablet sono utilizzati su larga scala per accedere ad internet, quindi è necessario progettare l’aspetto grafico anche in funzione dei principali device in commercio. Il WebDesigner spesso si occupava anche di tradurre la bozza grafica in codice HTML e CSS rispettando le principali norme di usabilità e accessibilità mentre oggi risulta tutto molto più semplice grazie ad un gran numero di template grafici già pronti all’uso e facilmente editabili su siti come themeforest. In caso di necessità provvederà anche a creare loghi e immagini su misura.

    Parallelamente alla realizzazione grafica del sito è necessario il suo sviluppo tecnico. Il WebDeveloper ha le conoscenze tecniche più approfondite e si occupa della programmazione di tutte le funzioni del sito sfruttando i vari linguaggi e tecnologie come ad esempio PHP e MYSQL. Si occupa esclusivamente di scrivere il codice sorgente del sito e di ottimizzare il database in cui vengono memorizzati i dati.

    A seconda della dimensione del progetto e dalle informazioni inviate dal cliente, può essere necessario l’intervento di un Content Manager. I contenuti scritti all’intero di un sito sono fondamentali per il raggiungimento dell’obiettivo. Questa figura può occuparsi della produzione degli argomenti da trattare oppure, in progetti come Blog, può essere elevato a responsabile dei contenuti distribuiti all’interno del sito web.

    E’ piacevole avere un bel sito ma sarebbe davvero sgradevole sapere che non sia visitato da nessuno. Il SEO (Search Engine Optimization) si occupa di posizionare il sito al meglio nei motori di ricerca in modo tale da intercettare il maggior numero di visitatori interessati al tema trattato. Realizza analisi e studia i competitor. Il suo operato è molto vasto e spesso è indispensabile la coordinazione con il WebDeveloper e il Content Manager. Il SEO può svolgere anche il ruolo di esperto di Web Marketing, figura che si occupa di promuovere il sito web online attraverso la gestione di attività pubblicitarie tramite varie strategie di marketing convenzionali o virali.

    I progetti web più complessi e visibili necessitano anche di un Responsabile per la sicurezza. Questa figura deve assicurarsi di adottare misure efficaci per prevenire e/o risolvere attacchi informatici che possano danneggiare il sito web.

    Infine non bisogna dimenticare il ruolo del Sistemista, meglio conosciuto come Amministratore di sistema. Si occupa di gestire il server in cui sono ospitati i file, tenendo sotto controllo la rete, l’hardware e il software necessario per rendere sempre online e accessibile il sito web ai visitatori. Nel 99% dei casi questo ruolo non è necessario poiché viene servito dal gestore hosting da cui si acquista lo spazio web.

    Ah dimenticavo, spesso può essere utile una consulenza di un Legale. Ci sono leggi che impongono obblighi da parte dei gestori di alcuni siti web come ad esempio l’obbligo di inserire la p.iva in un sito aziendale oppure l’obbligo di fornire all’utente l’informativa privacy e cookie durante la loro visita. Se il sito non è in regola si possono rischiare multe salatissime.

    Riassumendo, per realizzare un sito web professionale di successo sono necessarie molte competenze. Il Webmaster deve essere in grado di pianificare una strategia vincente, architettare una struttura funzionale, curare il design, usare bene i linguaggi di programmazione per creare un codice efficace, renderlo compatibile con tutti i dispositivi Desktop e Mobile, ottimizzare per i motori di ricerca, farlo veloce, sicuro, a norma di legge, aggiornato e con contenuti di qualità. Questa è l’anima del WebMaster.

  • Cosa vedere a Scanno: Fontane e tradizioni

    Scanno è un comune italiano situato nella regione dell’Abruzzo, in Italia. È situato nella provincia dell’Aquila, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Scanno è famosa per la sua bellezza naturale, le sue tradizioni culturali e le caratteristiche abitazioni in pietra.

    Questa cittadina ospita tra le sue case due celebri fontane, tra le più belle d’Abruzzo. La prima è nota come Fontana Maggiore, detta anche il Saracco, e si trova lungo il corso principale che attraversa il paese. Fu costruita nel 1332, come testimonia la data incisa sulle sue pietre; è composta da due vasche inserite in due arcate ed è decorata da quattro splendidi mascheroni usati come bocche d’acqua e da un bassorilievo raffigurante l’Annunciazione. L’altra è chiamata il Pisciarello e si trova nella parte bassa dell’abitato, poco più in basso del Museo della Lana, ed è anch’essa decorata da mascheroni in pietra e bassorilievi.

    Da un punto di vista della tradizione artigiana Scanno è celebre ovunque per i suoi lavori di oreficeria, prima fra tutti la famosa presentosa, pendente da collana dai tradizionali significati. Numerose sono tra le vie del borgo le botteghe orafe che lavorano ancora oggi il prezioso metallo con moderni strumenti ma con antiche tecniche tramandate di padre in figlio. Nel settore alimentare non si può non menzionare un tradizionale dolce, il Pan dell’Orso, prodotto dall’omonima pasticceria che si trova all’interno dell’ultima curva prima entrare nella piazza del paese. Nel caso decideste di entravi per acquistare questa specialità, assaggiate anche i mostaccioli, soprattutto quelli al cioccolato, una vera squisitezza.

    Passeggiando tra le vie del paese, verrete di certo colpiti da un particolare che salta pian piano agli occhi man mano che vi addentrate tra le case in pietra. Molte donne, soprattutto le anziane, indossano un particolare abito: il costume tradizionale scannese. Esso è vanto del paese ed è uno dei simboli dell’Abruzzo tradizionale, oltre ad essere una straordinaria attrattiva per i turisti. Il costume tradizionale viene indossato come abito di tutti i giorni da un rilevante numero di donne e rappresenta l’elemento distintivo in occasione del celebrato matrimonio pubblico scannese, il cosiddetto catenaccio. Una sua rievocazione storica si svolge in paese il 14 agosto. Pur se il numero delle donne che usa il costume tipico sta diminuendo, non sono affatto poche le giovani che ne stanno riscoprendo il valore e decidono di adottarlo per il loro matrimonio.

    Tra le numerose feste tradizionali che animano la vita sociale di Scanno, vale la pena di segnalare le Glorie. Il 10 novembre di ogni anno, al calare delle tenebre vengono accese tre enormi torri di fascine e rami realizzate, con grande fatica e notevole impegno dagli abitanti del luogo, su tre colli attorno al paese.

  • OS X Maverick gratis su App Store

    OS X Maverick gratis su App Store

    E’ finalmente uscito il sistema operativo OS X Mavericks per mac, tuttavia la vera novità è il fatto di essere completamente gratuito.
    Infatti, chiunque abbia Mountain Lion installato, potrà andare sull’App Store per scaricare il pacchetto di installazione del nuovo sistema operativo.
    Tutti si aspettavano un prezzo in linea col sistema operativo Mountain Lion, ma Apple ha sorpreso davvero tutti rilasciando la sua ultima release in maniera completamente gratuita.

    Sono molte le novità nel nuovo sistema operativo targato Apple, alcune delle quali prendono spunto dal recente iOS 7, sistema operativo presente su iPhone, iPad e iPod.
    Fra le novità che saltano subito all’occhio si possono elencare:

    • Applicazione Mappe, che riprende le funzionalità di quella presente su iOS
    • Applicazione iBooks, che permetterà di fruire dei libri sincronizzati con iCloud sui vostri dispositivi, ora anche sul vostro mac di casa
    • Finder migliorato, che ora permette la suddivisione in schede
    • Sistema per taggare i file e rendere quindi la ricerca più veloce
    • Migliorie nel consumo energetico e nelle performance
    • Notifiche interattive, con le quali possiamo quindi interagire in modo veloce, senza fermare il nostro lavoro

    Per un elenco più esaustivo vi rimando al sito ufficiale:
    http://www.apple.com/it/osx/